Wolf pittore

Viene da pensare che questi acini d'uva già mezzi marci, queste prugne intaccate dalla muffa, queste vecchie fatture spiegazzate al fondo di un cassetto siano, per Wolfango, quasi personaggi d'una epopea della vita più quotidiana e segreta. Che questi vasti dipinti aspirino a figurare come Cappella Sistina della vicenda d'ogni giorno, e d'ognuno di noi, delle nostre piccole memorie, e degli oggetti su cui la memoria s'appunta, relitti e tracce del nostro vivere.

(E. Riccomini, Wolfango. Grandi dipinti, Bologna, Comune di Bologna, 1986, p. V)