Viaggio propagandistico di Massimo d'Azeglio

dal 1 al 30 settembre 1845

Invitato a capeggiare il movimento liberale, Massimo Taparelli D'Azeglio (1798-1866) intraprende nel settembre del 1845 un avventuroso “viaggio propagandistico” con l'apparenza di un giro turistico per scopi d'arte.

Il nobile piemontese, datosi da poco alla politica attiva a favore dell'unità italiana in seguito alla frequentazione del cugino Cesare Balbo, percorre l'Umbria, le Marche e la Romagna, entrando in contatto con l'Italia mazziniana e la fitta rete di carbonari estesa in tutto lo Stato della Chiesa, la cosiddetta "Trafila".

A Bologna si incontra con vari cospiratori, promettendo l'aiuto del re del Piemonte Carlo Alberto, presentato come "uomo nuovo", e distribuendo medaglie nelle quali è inciso il motto “J'attend mon astre”.

I bolognesi, che aspettano la morte del Papa per far scoppiare un'insurrezione nelle Romagne, accolgono con poco entusiasmo la sua predicazione.

Dopo il fallito moto di Rimini del 1845, D'Azeglio entrerà nella lotta politica pubblicamente e con il saggio Degli Ultimi casi di Romagna (Torino, 1846) denuncerà “le iniquità, le frodi e le inaudite barbarie” del Tribunale Straordinario di Ravenna.

Ma insieme ai vizi del governo papale condannerà anche le congiure segrete dei mazziniani e proporrà un nuovo metodo di lotta politica, una sorta di "cospirazione alla luce del sole".

L' “aureo suo libretto” avrà ampia diffusione: della prima edizione saranno stampate 5.000 copie, un numero esorbitante per l'epoca.

Il messaggio di D'Azeglio sarà accolto con favore negli ambienti liberali e neoguelfi bolognesi. Anche Marco Minghetti proporrà di organizzare "una cospirazione politica aperta, generale, onesta nei suoi intendimenti e nelle sue massime".

Approfondimenti
  • Roberto Balzani, Giancarlo Mazzuca, Amarcord Romagna. Breve storia di una regione (e della sua idea) da Giulio Cesare a oggi, Argelato, Minerva, 2016, pp. 130-131
  • Carlo Barrilis, Massimo D'Azeglio Commissario delle Romagne, in: Il 1859-'60 a Bologna, Bologna, Calderini, 1961, pp. 170-171
  • Aldo Berselli, Da Napoleone alla Grande Guerra, in: Storia di Bologna, direttore Renato Zangheri, vol. 4., tomo 1., Bologna, Bononia University Press, 2010, p. 39
  • Enrico Bottrigari, Cronaca di Bologna, a cura di Aldo Berselli, Bologna, Zanichelli, 1960-1962, vol. 1., pp. 52-54
  • Giulio Cavazza, Bologna dall'età napoleonica al primo Novecento, in: Storia di Bologna, a cura di Antonio Ferri, Giancarlo Roversi, Bologna, Bononia University Press, 2005, p. 297
  • Giulio Cavazza, Cospirazioni e moti risorgimentali dal 1831 al 1845 nei ricordi di Augusto Aglebert, in: Negli anni della Restaurazione, a cura di Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Museo del Risorgimento, 2000, p. 160
  • Umberto Marcelli, Le vicende politiche dalla Restaurazione alle annessioni, in: Storia della Emilia Romagna, a cura di Aldo Berselli, Imola, University Press Bologna, 1980, vol. 3., p. 86
  • Giacomo Martina, Pio IX (1846-1850), Roma, Università Gregoriana, 1974, pp. 55-56
  • Giancarlo Mazzuca, Luciano Foglietta, Sangue romagnolo. I compagni del Duce: Arpinati, Bombacci, Nanni, Bologna, Minerva, 2011, pp. 23-24
  • Aldino Monti, Pauperismo e demografia, conflitto e sicurezza: le condizioni sociali a Bologna nell'Ottocento (1815-1880), in: Storia di Bologna, direttore Renato Zangheri, vol. 4., Bologna in età contemporanea, tomo 1., 1796-1914, a cura di Aldo Berselli e Angelo Varni, Bologna, Bononia University Press, 2010, p. 451
  • Gida Rossi, Bologna nella storia nell'arte e nel costume, Sala Bolognese, Forni, 1980, pp. 586-587
  • Strade vecchie, nomi nuovi della città di Bologna, Sala Bolognese, A. Forni, 1990, pp. 52-53