Una "tragica fossa" tra le rovine dell'ospedale Maggiore

10 novembre 1944, 00:00

Il “Resto del Carlino” denuncia la scoperta di una “tragica fossa” presso le rovine dell'ospedale Maggiore, che fino a pochi giorni prima hanno ospitato una parte dei partigiani combattenti a Porta Lame.

Per il giornale numerosi cittadini risultano brutalmente torturati e impiccati nello stile “dei carnefici bolscevichi”. I muri della città si riempiono, nei giorni successivi, di foto dei cadaveri recuperati, mentre i tedeschi fanno affiggere avvisi che minacciano rappresaglie contro i "ribelli" e i loro aiutanti e promettono ricompense in denaro e in sale a chi fornisce indicazioni utili alla loro cattura.

Alla campagna diffamatoria del "Carlino" il comando della 7a GAP risponderà il 26 dicembre con un documento sull'identità degli otto cadaveri riesumati all'Ospedale Maggiore: si tratta di tre fascisti, tre spie e due soldati tedeschi, catturati durante le sporadiche sortite dei gappisti dalle basi e fucilati nel corso del periodo di permanenza tra le rovine dell'ospedale.

Al contrario di ciò che afferma il giornale filo-fascita, essi non sono stati catturati insieme e uccisi in un solo giorno. Sarà inoltre respinta come "grossolana fandonia" l'accusa ai partigiani di usare la tortura.

Approfondimenti
  • Luciano Bergonzini, La svastica a Bologna, settembre 1943 - aprile 1945, Bologna, Il mulino, 1998, p. 262
  • Elio Cicchetti, Il campo giusto, 3. ed., Milano, La Pietra, 1973, p. 119

  • Tiziano Costa, Bologna '900. Vita di un secolo, 2. ed., Bologna, Costa, 2008, p. 138
  • Tiziano Costa, Bologna prima, durante e dopo la Liberazione, Bologna, Costa, 2015, p. 86
  • Mario De Micheli, 7a GAP, 2. ed., Roma, Editori Riuniti, 1971, pp. 266-269,
  • Mario De Micheli, Settima Gap, Imola, Bacchilega, 2011, pp. 127, 142-143
  • La Resistenza, il fascismo, la memoria. Bologna 1943-1945, a cura di Alberto De Bernardi e Alberto Preti, Bologna, Bononia University Press, 2017, p. 156
  • Renato Romagnoli, Gappista. Dodici mesi nella Settima GAP Gianni, Milano, Vangelista, 1974, p. 191, 197