Proposta di restauro nel Palazzo del Podestà

  • @ Piazza Maggiore, 1, 40124 Bologna BO
dal 1 gen al 31 dic 1889

Viene restaurata la facciata verso piazza Maggiore del Palazzo del Podestà e sono riaperti i finestroni da tempo tamponati e coperti.

Su suggerimento di Alfonso Rubbiani (1848-1913), l'impresario Eugenio Guazzaloca monta in cima al palazzo un modello al vero di cornicione in pietra macigno di Marradi (ditta Callisto Neri), sovrastato da una imponente merlatura.

L'operazione susciterà notevoli dubbi e discussioni fino al 1906, quando prevarrà la scelta di lasciare l'edificio incompiuto. Il cornicione di prova verrà rimosso.

Tra i più accaniti oppositori dei restauri di completamento, giudicati "troppo interpretativi", è l'avvocato Giuseppe Bacchelli (1849-1914), presidente dell'Associazione Francesco Francia.

Nel 1910, ormai nel pieno delle polemiche, pubblicherà l'opuscolo Giù le mani dai nostri monumenti antichi, sostenendo che Rubbiani, dai "bei primi tempi" del recupero di San Francesco, in seguito si è messo intorno una "gilda o ghilda di artefici", che lo hanno spinto "fuori dai confini del ristauro", laddove "la precisione storica è sostituita dalla visione arbitraria di una bellezza romantica e scenografica".

Approfondimenti
  • Franco Bergonzoni, Nove secoli d'arte a Bologna. Rilettura cronologica d'opere di Guido Zucchini, Bologna, Atesa, 1977, pp. 117-118
  • Carlo De Angelis, Tra fantasia e utopia: i progetti interrotti per Bologna, in: Le Bologne possibili, Bologna, Centro stampa Regione Emilia-Romagna, 2016, pp. 40-41
  • Carlo De Angelis, Paolo Nannelli, Il Palazzo del Podestà, in: La piazza Maggiore di Bologna. Storia, arte, costume, a cura di Giancarlo Roversi, Bologna, Banca popolare di Bologna e Ferrara, 1984, pp. 80-81
  • Alberto Menarini, Athos Vianelli, Bologna per la strada. Fotoconfronti col passato, Bologna, Tamari, Prima serie, 1975, pp. 16-19 (foto)