Savino Savini propone la Società Nazionale Drammatica Italiana

dal 1 gen al 31 dic 1847

Il drammaturgo bolognese Savino Savini (1813-1859), dal 1841 direttore del periodico “La Parola”, foglio settimanale di arti e belle lettere, propone ai suoi concittadini l'istituzione della Società Nazionale Drammatica Italiana, con lo scopo di promuovere gli autori nostrani di teatro e contrastare l'abuso di testi teatrali stranieri, soprattutto francesi.

Il compito di esaminare i nuovi testi dovrebbe spettare a un Consiglio Centrale con sede, a turno, in varie città italiane, mentre un "Bollettino Drammatico Nazionale" sarebbe destinato a raccogliere gli atti della Società.

Il progetto di Savini sarà interrotto per l'impegno patriottico: dovrà lasciare le scene, chiamato, come tanti altri italiani, “ad occuparsi di un teatro più grande, quello della guerra”.

Nel 1848 sarà a Modena con la colonna Zambeccari. In seguito collaborerà, assieme ad Agamennone Zappoli, al Circolo Popolare, club con finalità solidaristiche.

Avvicinatosi a Mazzini, sarà eletto nel gennaio 1849 all'Assemblea Costituente Romana e terrà frequenti contatti con Garibaldi e Saffi.

Seguirà l'esilio in Piemonte, dove insegnerà matematica e scienze in vari istituti superiori e comporrà testi per la Compagnia Reale Sarda, come Emma Liona, un dramma in cui “la verità storica va del pari col l'effetto scenico”, e Richiami e Reti.

Potrà tornare a Bologna solo nel 1858, morendo alla vigilia dell'agognata Unità italiana.

Approfondimenti
  • Marina Calore, Bologna a teatro. L'Ottocento, Bologna, Guidicini e Rosa, 1982, pp. 70-71, 79