Richard Wagner cittadino onorario

31 maggio 1872, 00:08

A seguito del grande successo del Lohengrin, su proposta dell'ex sindaco Casarini, il consiglio comunale conferisce la cittadinanza onoraria di Bologna a Richard Wagner (1813-1883). Assieme a lui ricevono l’onorificenza alcuni illustri scienziati intervenuti nel 1871 al congresso mondiale di archeologia.

La lettera di ringraziamento del compositore tedesco "non ha la forma cerimoniosa di un complimento qualunque; è la dichiarazione di principi, esplicita, sincera, piena di sensi elevati intorno allo scopo che il Wagner s'è proposto colla creazione del suo dramma musicale" (Filippi).

Vi si dice che la presenza nello stemma di Bologna del motto "Libertas" giustifica il coraggio di presentare al pubblico una musica così insolita come la sua. In conclusione vi è la promessa di una venuta in città quanto prima:

“Ho fidanza di potermi recare nell'autunno del 1874 a fare una visita ai miei stimabilissimi concittadini, e per conseguenza anche a Lei, onorevole signor Sindaco, onde confermarle con una cordiale stretta di mano quanto oggi da lungi, col mezzo della presente, pregiomi di significarle, e cioè che io vado orgoglioso di potermi chiamare cittadino onorario di Bologna”.

In effetti Wagner verrà a Bologna solo nel 1876, a causa dei suoi numerosi impegni professionali.

Approfondimenti
  • Marina Calore, Bologna a teatro. L'Ottocento, Bologna, Guidicini e Rosa, 1982, p. 96
  • Alfredo Comandini, L'Italia nei cento anni del secolo XIX, 1801-1900, giorno per giorno illustrata, continuata da Antonio Monti, Milano, Vallardi, 1900-1942, vol. 5: 1871-1900, p. 140
  • Due secoli di vita musicale. Storia del Teatro comunale di Bologna, a cura di Lamberto Trezzini, 2. ed., Bologna, Nuova Alfa, 1987, vol. I, pp. 130-131, 138-139
  • Renzo Giacomelli, Il Teatro comunale di Bologna. Storia aneddotica e cronaca di due secoli (1763-1963), Bologna, Tamari Editori, 1965, p. 62
  • Renzo Giacomelli, Vecchia Bologna. Ricordi di mezzo secolo, Rocca San Casciano, Cappelli, stampa 1962, p. 78
  • Una lettera di Riccardo Wagner, in: "Il Trentino", n. 244, 24 ottobre 1872, pp. 1-2
  • Maria Chiara Mazzi, Bologna nelle storie della musica. Un itinerario in otto tappe per una visita al Museo della Musica, Bologna, in riga edizioni, 2019, pp. 36-37
  • Alessandro Molinari Pradelli, Osterie e locande di Bologna. La grassa e la dotta in gloria della tavola: folclore, arte, musica e poesia nelle tradizioni contadine e gastronomiche della città felsinea, Roma, Newton Compton, 1980, p. 71
  • Giorgio Perazzo, Wagner e il wagnerismo a Bologna, in: "Strenna storica bolognese", 1983, pp. 191-207
  • Le strade di Bologna. Una guida alfabetica alla storia, ai segreti, all'arte, al folclore (ecc.), a cura di Fabio e Filippo Raffaelli e Athos Vianelli, Roma, Newton periodici, 1988-1989, vol. 4., p. 983
  • Lamberto Trezzini, Teatro dei Bibiena, in: Storia illustrata di Bologna, a cura di Walter Tega, Milano, Nuova editoriale AIEP, 1989, vol. 3., p. 150
  • Francesco Vatielli, Cinquant'anni di vita musicale a Bologna (1850-1900). Parte seconda, in: "L'Archiginnasio", 15 (1920), p. 39
  • Riccardo Viagrande, Casta Diva. Il teatro musicale in Europa dalla età rossiniana alla seconda metà dell'Ottocento, Monza, Casa musicale eco, 2018, pp. 581-616 (R. Wagner)
  • Wagner in Italia, a cura di Giancarlo Rostirolla, Torino, ERI, 1982, p. 73