Il teatro di Pieve di Cento

@ Teatro comunale Alice Zeppilli
25 agosto 1856, 00:18

Il 25 agosto riapre dopo un accurato restauro il teatro comunale di Pieve di Cento. Si rappresentano Il Trovatore e Viscardello ( o Il Rigoletto), due drammi seri in musica di Giuseppe Verdi.

La sala del Palazzo Apostolico, residenza della municipalità, fu “ridotta ad uso di teatro” fin dalla fine del '700 “per fornire unicamente li Dilettanti di Commedie di un mezzo atto ad esercitare li loro talenti”.

Nel 1847 la comunità di Pieve pensò di edificare un teatro in un edificio autonomo, ma il progetto dell'ing. Antonio Giordani (1813-1897) di Cento risultò troppo oneroso.

Si optò allora per una soluzione più semplice: la risistemazione della sala esistente nel municipio con lavori “in via economica” e con il finanziamento degli aspiranti proprietari dei palchetti. Nel 1853 il progetto fu assegnato sempre a Giordani e ottenne l'approvazione del delegato pontificio.

Tra le novità della sala ammodernata vi è il sipario dipinto dal modenese Adeodato Malatesta (1806-1891) - qui forse aiutato dal fratello Massimiliano - con la scena centrale di Esopo che parla ai pastori.

Dopo l'inaugurazione, le rappresentazioni si susseguiranno regolarmente fino al 1911. In seguito il teatro andrà poco a poco in disuso, fino alla chiusura definitiva nel 1929 in base alla legge di pubblica sicurezza.

Approfondimenti
  • Lidia Bortolotti, "Amor di patria impavido / mieta i sanguigni allori". Feste teatri e celebrazioni nelle Romagne, in:  ... E finalmente potremo dirci italiani. Bologna e le estinte Legazioni tra cultura e politica nazionale 1859-1911, a cura di Claudia Collina, Fiorenza Tarozzi, Bologna, Editrice Compositori - Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, 2011, p. 263
  • Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, a cura di Lidia Bortolotti, fotografie di Riccardo Vlahov, Bologna, Grafis, 1995, pp. 216-218 (foto)
  • Teatri storici in Emilia Romagna, a cura di Simonetta M. Bondoni, Bologna, Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna, 1982, pp. 216-217