Bologna in festa per la repubblica

12 febbraio 1849, 00:07

L'Assemblea legislativa eletta a suffragio universale si riunisce il 6 febbraio a Roma nel Palazzo della Cancelleria. La mattina del 9 febbraio, sotto la presidenza di Giuseppe Galletti, decreta la decadenza del potere papale e proclama la Repubblica.

Nei giorni seguenti si tengono a Bologna grandi festeggiamenti popolari. Vengono levati gli stemmi pontifici dagli edifici pubblici e quello che sovrastava l'ingresso del palazzo comunale è dato alle fiamme in Piazza Maggiore da alcuni “dell'infima plebe”.

I nuovi stemmi della Repubblica hanno nel mezzo l'aquila “circondata da corona civica ed i fasci consolari, fra gli artigli”. Sulla benda che lega i fasci campeggia il motto “Legge e Forza”.

Il 12 febbraio, per ordine del Preside Berti Pichat, la proclamazione della Repubblica è celebrata con 101 colpi di cannone.

Al ponte delle Lame viene eretto l'Albero della Libertà, reminiscenza del periodo giacobino. La gente canta inni di gioia e balla fino a notte tarda.

Anche nelle case di coloro che sono “poco amanti della libertà” le luci sono tenute accese, per paura di ricevere sassate dal “popolo basso”, che “con faci e bandiere” percorre le strade cittadine. La parte più moderata dell'opinione pubblica appare disorientata.

Approfondimenti
  • Alla scoperta del Risorgimento a Bologna e provincia, a cura di Giuseppe Maria Mioni e Marco Poli, nuova ed., Bologna, Congregazione felsinaria, 2011, p. 15
  • Roberto Balzani, Giancarlo Mazzuca, Amarcord Romagna. Breve storia di una regione (e della sua idea) da Giulio Cesare a oggi, Argelato, Minerva, 2016, p. 140
  • Beatrice Borghi, Rolando Dondarini, Bologna. Storia, volti e patrimoni di una comunità millenaria, Argelato, Minerva, 2011, p. 170
  • Enrico Bottrigari, Cronaca di Bologna, a cura di Aldo Berselli, Bologna, Zanichelli, 1960-1962, vol. 2., pp. 33-38
  • Giulio Cavazza, Bologna dall'età napoleonica al primo Novecento, in: Storia di Bologna, a cura di Antonio Ferri, Giancarlo Roversi, Bologna, Bononia University Press, 2005, pp. 313-314
  • Colorare la patria: tricolore e formazione della coscienza nazionale, 1797-1914, a cura di Mirtide Gavelli, Otello Sangiorgi, Fiorenza Tarozzi, Firenze, Vallecchi, 1996, p. 51
  • Alfredo Comandini, L'Italia nei cento anni del secolo XIX, 1801-1900, giorno per giorno illustrata, continuata da Antonio Monti, Milano, Vallardi, 1900-1942, vol. 2: 1826-1849, p. 1570
  • Mariagrazia Esposito, Gianluca Stanzani, Persicetani uniti. Storie e uomini del Risorgimento bolognese (1815-1871), San Giovanni in Persiceto, Maglio, 2011, p. 68
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  • Clemente Fedele, Francesco Mainoldi, Bologna e le sue poste, Bologna, F. Mainoldi, 1980, p. 241
  • Gherardo Forni, L'Università di Bologna da pontificia a nazionale, in: Il 1859-'60 a Bologna, Bologna, Calderini, 1961, p. 362
  • Carlo Manelli, La Massoneria a Bologna dal XII al XX secolo, Bologna, Analisi, 1986, p. 67
  • Giovanni Natali, Bologna e le Legazioni durante la Repubblica romana del 1849, in: Il 1859-60 a Bologna, Bologna, Edizioni Calderini, 1961, p. 52
  • Gli oggetti del Museo civico del Risorgimento, a cura di Otello Sangiorgi e Mirtide Gavelli, Bologna, Tipografia Metropolitana, 2015, p. 40
  • Passi di danza, passi di parata. Feste civili e patriottiche a Bologna 1796-1870, a cura di Claudia Collina e Mirtide Gavelli, Bologna, Editcomp, 1994, p. 47
  • Il Risorgimento a Bologna, a cura di Giuseppe Maria Mioni e Marco Poli, Bologna, Studio Costa, 2010, p. 19
  • Gida Rossi, Bologna nella storia nell'arte e nel costume, Sala Bolognese, Forni, 1980, p. 620
  • Giovanni Spadolini, L'Italia repubblicana, Roma, Newton Compton, 1988, pp. 182, 186-195 (ill.), 293
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  • Gianluca Stanzani, Guardie nazionali e Guardie civiche, in: Mariagrazia Esposito, Gianluca Stanzani, Persicetani uniti. Storie e uomini del Risorgimento bolognese (1815-1871), San Giovanni in Persiceto, Maglio, 2011, p. 161
  • La storia d'Italia, Roma, La Biblioteca di Repubblica, 2005, vol. 25, Cronologia, p. 79