Luigi Berti, eroe di tutte le guerre d'indipendenza
L'11 febbraio muore a Livorno per un malore, all'età di 42 anni, il cap. Luigi Berti (1828-1869) dell'8° Reggimento Fanteria.
Ha dedicato la sua vita "ad abbattere le straniere ed intestine tirannidi". E' stato l'unico medicinese ad aver combattuto tutte le guerre del Risorgimento, compresa la repressione del brigantaggio meridionale.
Nel 1848 a soli diciannove anni, partecipò alle vicende del battaglione dei "Cacciatori Alto Reno" assieme al fratello Agostino. Il 9 agosto 1848, con altri cinquecento "Volontari delle Romagne", accorse a Bologna per aiutare gli insorti, dopo la cacciata degli Austriaci.
Fu alla difesa di Venezia e di Roma, distinguendosi come artigliere negli scontri del Vascello, di Villa Corsini e di Porta San Pancrazio.
Nel 1859 disertò dall'esercito pontificio in cui si era arruolato alcuni anni prima e passò in Toscana nell'artiglieria del 2° Corpo del gen. Mezzacapo.
Dopo la liberazione di Bologna, il 12 giugno 1859, fu accolto trionfalmente in città assieme ai 6.700 volontari del 2° Corpo, in maggioranza emiliano-romagnoli e toscani.
Nel 1860 prese parte all'impresa di Sicilia, conducendo "da Genova a Palermo la spedizione del piroscafo Amazon di bandiera inglese con armi e volontari per l'armata di Garibaldi in cui fu capitano di artiglieria".
I suoi resti vengono collocati nel cimitero di Livorno alla Cigna, nel cosidetto “Quadrato dei Garibaldini”, dove riposano coloro che combatterono per l’Eroe dei Due Mondi.
La lapide di marmo voluta dai colleghi ufficiali verrà trasferita nel 1978, a cura di Duilio Berti, suo discendente, nella loggia del municipio di Medicina.
- Duilio Berti, I Berti. Una famiglia di medicinesi nel Risorgimento, in: "Brodo di Serpe", 9 (2011), pp. 12-17
- particolare - Municipio di Medicina (BO)
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