L'Università popolare "Giuseppe Garibaldi"

11 febbraio 1901, 00:00

“Lo sviluppo delle Università popolari fu notevole nel primo decennio del secolo. Nel 1906 ne esistevano 51, di cui due soltanto nell’Italia meridionale” (D. Bertoni Jovine)

Nella sede del liceo musicale “G.B. Martini” è inaugurata, a cura della Società Operaia, l'Università popolare bolognese, intitolata a Giuseppe Garibaldi. Ha come motto “Scienza e Libertà”.

Secondo il giornalista e scrittore Abdon Altobelli (1849-1909), già allievo di Carducci, il suo scopo è promuovere una “coscienza nuova” nei popoli e cioè che “la vita non è soltanto lavoro e salario”.

La nuova istituzione è guidata da Francesco Lorenzo Pullè, che sarà a lungo anche presidente della Federazione nazionale delle Università popolari.

Ne fa parte Amilcare Bortolotti (1874-1938), futuro consigliere comunale e assessore della giunta socialista di Zanardi nel 1914

Ai corsi di storia, letteratura, chimica, arte si affiancano conferenze e gite. I soci saranno oltre duemila alla vigilia della Grande Guerra.

Corsi e lezioni si terranno nella sede centrale, in via Cavaliera, e anche in diversi comuni della provincia, avvalendosi degli spazi e delle attrezzature delle Case del Popolo.

Lo squadrismo fascista si accanirà contro la sede dell'Università popolare, diretta dal 1916 dai socialisti.

Approfondimenti
  • Amo Bologna perché è bella. Agenda storica di Bologna 1996, a cura di Roberto Roversi, Rimini, P. Capitani, 1995 (data cit.: 1 febbraio 1901)
  • Luigi Arbizzani, Dalla Lega per l'Istruzione del Popolo all'Universita Popolare G. Garibaldi di Bologna, Bologna, Regione Emilia Romagna, 1954
  • Luigi Arbizzani, Ideali e istituti nuovi nella cultura contadina post-unitaria (1859-1945), in Strutture rurali e vita contadina, Bologna, Federazione delle Casse di Risparmio, 1977 (collana Cultura popolare nell'Emilia Romagna), p. 237
  • Luigi Arbizzani, Sguardi sull'ultimo secolo. Bologna e la sua provincia, 1859-1961, Bologna, Galileo, 1961, p. 104
  • Luigi Arbizzani, La stampa periodica socialista e democratica nella provincia di Bologna, 1860-1926, a cura di Maria Chiara Sbiroli, Bologna, Compositori, 2014, pp. 312-314
  • Mirella D'Ascenzo, Tra centro e periferia. La scuola elementare a Bologna dalla Daneo-Credaro all'avocazione statale, 1911-1933, Bologna, CLUEB, 2006, pp. 150-151
  • Mario Maragi, Storia della Società Operaia di Bologna, Imola, Cooperativa P. Galeati, 1970, pp. 349-351
  • Luigi Martini, Cgil. Le sedi. Le rosse architetture, Roma, Ediesse, 2010, pp. 118-119
  • Il Museo del Risorgimento di Bologna, a cura di Mirtide Gavelli e Otello Sangiorgi, Bologna, BUP, 2013, p. 149
  • La società attraente. Cooperazione e cultura nell'Emilia Romagna, Bologna, dicembre 1976-gennaio 1977, a cura di Franco Solmi, Bologna, Grafis, 1976, pp. 332-333 (foto)
  • Storie di Case del Popolo. Saggi, documenti e immagini d'Emilia-Romagna, a cura di Luigi Arbizzani, Saveria Bologna, Lidia Testoni, Casalecchio di Reno, Grafis, 1982, pp. 76-77 (foto)
  • Su, compagni, in fitta schiera. Il socialismo in Emilia-Romagna dal 1864 al 1915, a cura di Luigi Arbizzani, Pietro Bonfiglioli, Renzo Renzi, Bologna, Cappelli, 1966, pp. 218-220
  • Fiorenza Tarozzi, Francesco Zanardi nelle istituzioni pubbliche e associative bolognesi in età giolittiana, in Francesco Zanardi. Storia di un socialista dall'Ottocento alla Repubblica, atti del Convegno di studi, Mantova, 5 ottobre 1991, p. 125