L'occupazione partigiana di Tossignano

13 settembre 1944, 00:00

Una compagnia della 36a Brigata Garibaldi, guidata da Carlo Nicoli, occupa Tossignano - paese appollaiato sulla vena del gesso a pochi chilometri da Imola - e lo tiene per dieci giorni, nonostante ripetuti contrattacchi tedeschi.

I partigiani saccheggiano la locale Casa del Fascio e recuperano documenti, armi e vessilli fascisti.

Viene processato e fucilato un maggiore della GNR, esposta la bandiera italiana e distrutto il monumento fascista, mentre il commissario prefettizio ed ex podestà di Tossignano è costretto a far ricostruire il monumento ad Andrea Costa, demolito anni prima dagli squadristi.

Sono inoltre requisiti generi alimentari e distribuiti alla popolazione. L'occupazione cesserà il giorno 23 settembre, dopo un attacco in forze dei tedeschi della 715a Divisione, che poi resisteranno a lungo ai bombardamenti alleati, nascosti nei rifugi scavati nella Vena del Gesso.

La formazione di Nicoli si apposterà fra Monte Battaglia e Monte Carnevale, sulla carreggiabile che congiunge Casola Valsenio con Fontanelice.

Borgo e Tossignano verranno liberati nell’aprile del 1945 e subito dopo riprenderà il ritorno degli abitanti, più rapido a Borgo - dove le distruzioni risulteranno minori - che a Tossignano, del quale sarà rimasto poco più che la rocca a strapiombo sulla Vena. 

Approfondimenti
  • La 36a Brigata Garibaldi Alessandro Bianconcini, a cura di Marco Orazi, Imola, Bacchilega, 2017, pp. 23, 28-31
  • Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel Bolognese, 1919-1945, vol. 1., Nazario Sauro Onofri, Bologna dall'antifascismo alla Resistenza, Bologna, Comune-ISREBO, 2005, p. 379
  • Luigi Arbizzani, Antifascismo e lotta di Liberazione nel Bolognese. Comune per comune, Bologna, ANPI, 1998, pp. 44-45
  • Luigi Arbizzani, Guerra, nazifascismo, lotta di liberazione nel Bolognese, luglio 1943-aprile 1945. Fotostoria, 5. ed., Bologna, Edizioni della Provincia, 2005, p. 21
  • Atlante bolognese. Dizionario alfabetico dei 60 comuni della provincia, Bologna, Poligrafici Editoriali, 1993, p. 82
  • Luciano Bergonzini, La svastica a Bologna, settembre 1943 - aprile 1945, Bologna, Il mulino, 1998, p. 194
  • Dal Santerno al Panaro. Bologna e i comuni della provincia nella storia, nell'arte e nella tradizione, a cura e coordinamento di Cesare Bianchi, Bologna, Proposta, 1987, vol. 3: Dal Santerno al Reno. I comuni bolognesi, p. 26
  • Deputazione Emilia Romagna per la storia della Resistenza e della guerra di liberazione, L'Emilia Romagna nella guerra di liberazione, vol. 1: Luciano Bergonzini, La lotta armata, Bari, De Donato, 1975, pp. 290-291, 298-299
  • I.S.E.A., Istituto per lo sviluppo economico dell'Appennino centro settentrionale, Itinerari turistico ambientali lungo la vallata del Santerno. Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Fontanelice, s.l., CSSAS, Centro sperimentale per lo studio e l'analisi del suolo, 2007, pp. 87-89
  • Romagna 1944-45: le immagini dei fotografi di guerra inglesi dall'Appennino al Po, Bologna, CLUEB, 1983, p. 141 (foto), 176
  • Gabriele Ronchetti, La linea gotica. I luoghi dell'ultimo fronte di guerra in Italia, Fidenza, Mattioli 1885, 2009, pp. 117-118
  • Torri e castelli. Bologna e la sua provincia. Storia, dizionario biografico, opere d'arte, notizie d'oggi, 2. ed. ampliata a cura di Luigi Arbizzani e Pietro Mondini, Bologna, Editrice Galileo, 1966, p. 177
  • Touring club italiano, Emilia Romagna. Itinerari nei luoghi della memoria, 1943-1945, Milano, TCI, Bologna, Regione Emilia-Romagna, 2005, p. 45