Lo studio fotografico di Dioneo Tadolini

dal 1 al 31 luglio 1856

Dioneo Tadolini apre uno studio fotografico in via Mercato di Mezzo 56, nello stesso stabile in cui opera il francese Anriot. E' un "giovine pittor di genere", allievo di Adeodato Malatesta all'Accademia di Modena.

Terminati con profitto gli studi artistici, è andato a Parigi, dove ha seguito un corso teorico pratico di fotografia, “meditandola nei suoi quattro sistemi di Daguerre, di Talbot, di Niepce e di Archer”.

Si è poi perfezionato presso Auguste Belloc, autore nel 1855 di un importante trattato di teoria e tecnica fotografica. E' diventato così uno dei pionieri delle nuove tecniche in Italia e uno dei primissimi dagherrotipisti ambulanti.

Prima di inaugurare la sua "officina di Fotografia", a Bologna, Dioneo ha dato "lezioni di Fotogenia e Chimica fotogenica", lavorando in via San Mamolo con la Società Felsinea.

Sarà autore nel 1857 dell'album Vecchia Bologna. Figure di cose scomparse o modificate e, nel 1858, delle più antiche fotografie realizzate a Modena in esterno, commissionate probabilmente dall'ultimo duca di Modena Francesco V.

Approfondimenti
  • "AFT. Rivista di storia e fotografia", edizioni 29-33, 1999, p. 58
  • Fotografia & fotografi a Bologna, 1839-1900, a cura di Giuseppina Benassati, Angela Tromellini, Casalecchio di Reno, Grafis, 1992, pp. 44-45, 279
  • Norma e arbitrio: architetti e ingegneri a Bologna 1850-1950, a cura di Giuliano Gresleri, Pier Giorgio Massaretti, Venezia, Marsilio, 2001, p. 61