L'Istituto Gualandi per i sordomuti

10 settembre 1850, 00:22

Don Giuseppe Gualandi (1826-1907), giovane prete diplomato all'Accademia di Belle Arti e laureato in Teologia e Diritto, si dedica all'assistenza dei sordomuti, con l'intento missionario di far conoscere la parola di Dio a chi non la può naturalmente ascoltare e capire.

Nel corso del 1849 comincia cercare ragazzi sordi e a ospitarli nella casa di famiglia, dando inizio all'Opera. L'aumento delle richieste di accoglienza lo obbligheranno presto ad affittare appartamenti all'esterno (in via dé Buttieri, in piazza S. Biagio, in via S. Stefano).

Il 10 settembre 1850, con l'aiuto del fratello Cesare (1834-1886), anch'egli sacerdote, apre un collegio in via Nosadella 49-51, utilizzando i locali dell'ex monastero delle monache Agostiniane di S. Maria degli Angeli.

Nel 1858 lo Stato Pontificio riconoscerà l'Istituto Gualandi come Ente Morale. In quell'anno esso accoglierà circa 30 convittori: quelli poveri mantenuti da benefattori privati o a carico del Comune e della Provincia, quelli di condizione agiata a pagamento.

Nel 1872 nascerà la congregazione religiosa della Piccola missione per i sordomuti.

L'opera dei Gualandi sarà completata dalla costruzione, in zona Roveri, di una Casa di Lavoro e di Riposo per donne sordomute senza famiglia, che lì troveranno accoglienza e occasione di lavoro dopo l'esperienza del collegio.

Tra coloro che aiuteranno fattivamente l'Istituto dei Sordomuti vi sarà il pittore Alessandro Guardassoni (1819-1888), coetaneo e amico dei Gualandi, che insegnerà ai sordi l'arte del disegno e della pittura.

Molte delle sue opere verranno conservate nel salone dell'istituto di via Nosadella, che un tempo era la chiesa del monastero di S. Maria Maddalena.

Dalla Casa Madre di Bologna sorgeranno in Italia numerose filiali: nel 1884 a Roma, nel 1886 a Firenze, nella bellissima zona chiamata Paradiso, nel 1903 a Giulianova e nel 1956 a Catania.

Approfondimenti
  • Augusto Aglebert, La riforma delle Opere Pie di Bologna e il loro passato, presente ed avvenire. Descrizione e proposte, Bologna, Regia Tipografia, 1874, pp. 48-49
  • Alessandro Albertazzi, Impegno e iniziative sociali dei cattolici bolognesi (XIX-XX secolo), in: ISCBO, Storia della chiesa di Bologna, a cura di Paolo Prodi e Lorenzo Paolini, Bergamo, Bolis, 1997, vol. 2., p. 239
  • Bologna nelle sue cartoline, a cura di Antonio Brighetti, Franco Monteverde, Cuneo, L'arciere, 1986, v. 1.: Storia e cronaca locale, p. 45 (ill.)
  • Luigi Bortolotti, Bologna dentro le mura. Nella storia e nell'arte, Bologna, La grafica emiliana, 1977, pp. 254-256
  • Alessandro Guardassoni e i fratelli Gualandi: esperienze e sperimentazioni bolognesi nell'800 tra fisica, fotografia, architettura e volontariato, a cura di Silvia Battistini, Bologna, Galleria d'arte d'Azeglio, 2000, p. 15
  • Enrico Bottrigari, Cronaca di Bologna, a cura di Aldo Berselli, Bologna, Zanichelli, 1960-1962, vol. 2., p. 392
  • Alberto Caleffi, Il cammino della storia dei sordi bolognesi, San Giovanni in Persiceto, LI PE, 2013, pp. 324-330
  • Tiziano Costa, Grande libro dei personaggi di Bologna. 420 storie, Bologna, Costa, 2019, p. 104
  • Renzo Giacomelli, Il cuore di Bologna, Bologna, Tamari, 1968, pp. 33-44
  • Giuseppe Guidicini, Cose notabili della città di Bologna, ossia Storia cronologica de' suoi stabili sacri, pubblici e privati, Bologna, Tipografia delle Scienze di G. Vitali, vol. 3., 1870, p. 362
  • Giovanni Massei, La scienza medica della povertà ossia La beneficenza illuminata, Firenze, coi tipi di M. Cellini e c., 1858, vol. 3., pp. 301-303
  • Nel nome di Bologna. Consulta tra antiche istituzioni bolognesi, a cura di Guglielmo Franchi Scarselli, Bologna, L'inchiostroblu, 2007, pp. 72-75
  • Gaetano Palmieri, Notizie sulle Opere Pie della Provincia di Bologna, pubblicate per cura della Deputazione provinciale, Bologna, Regia tipografia, 1871, pp. XXVIII-XXIX
  • Antonio Scotta, Giacomo Della Chiesa arcivescovo di Bologna, 1908-1914. L'ottimo noviziato episcopale di papa Benedetto XV, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2002, p. 330