Le donne lavoratrici sottoscrivono il Prestito Nazionale

20 gennaio 1916, 12:00

“E' un  miracolo che le donne abbiano superato quella loro naturale diffidenza, verso queste forme economiche della guerra: è un miracolo che esse superino la loro innata avarizia, e vogliano collocare il denarodelle loro collettività, nel Prestito Nazionale”. (M. Serao)

Il terzo Prestito Nazionale si rivolge, più dei precedenti, al piccolo risparmio. Viene offerta anche alle donne la possibilità di un contributo diretto, basato sulle loro economie.

La Sezione Femminile del Comitato d'azione civile di Bologna si fa promotrice di un'azione di sensibilizzazione. Un suo ordine del giorno afferma che "le donne italiane, le quali danno tante mirabili prove di amor patrio e di solidarietà nell'assistenza, devono liberamente concorrere alla pubblica sottoscrizione del prestito".

Il 20 gennaio, ad una conferenza all'Università Popolare, che ha per tema Le piccole risparmiatrici e il Prestito Nazionale, interviene la prof. Gilda Chiari Allegretti, prima e unica donna docente di pedagogia in Italia.

Riferisce che la Federazione emiliana del Consiglio Nazionale delle Donne italiane ha preso accordi con la locale Cassa di Risparmio per rendere possibile alle lavoratrici l'acquisto di una cartella del Prestito tramite versamenti minimi di una lira per due anni.

A Bologna la campagna otterrà un ottimo risultato, con oltre 3.000 sottoscrizioni da 100 lire tra le donne "di più modesta condizione sociale".

Approfondimenti
  • Paola Baronchelli-Grosson (Donna Paola), La donna della nuova Italia. Documenti del contributo femminile alla guerra (maggio 1915-maggio 1917), Milano, R. Quintieri, 1917, pp. 224-225
  • Credito Italiano, Prestito nazionale 5%, Milano, Credito italiano, 1916
  • Matilde Serao, Parla una donna. Diario femminile di guerra, maggio 1915-marzo 1916, Milano, F.lli Treves, 1916, pp. 280-281