La Sezione Anarchica Bolognese
Dal 4 al 6 gennaio è convocato a Capolago, nel Canton Ticino, un congresso rivoluzionario anarchico. Esso si tiene in segreto con la partecipazione di circa 80 delegati provenienti da varie regioni italiane o emigrati all’estero.
Nel corso della prima riunione sono votate l’abolizione della monarchia e della proprietà privata. E’ proclamata inoltre l’astensione dalle elezioni politiche e amministrative.
Con lo scopo di riunire i vari gruppi anarchici viene fondato il Partito Socialista Anarchico Rivoluzionario Italiano. Esso dovrà agire secondo le istruzioni di un Comitato Centrale segreto.
Le direttive di Capolago tarderanno ad essere applicate a Bologna, dove il numero dei socialisti rivoluzionari è molto scarso.
In un primo tempo, anzi, sarà deciso lo scioglimento della vecchia federazione socialista rivoluzionaria bolognese, “allo scopo di favorire la libera azione di propaganda” sfuggendo ai controlli polizieschi.
La Sezione Anarchica Bolognese nascerà solo il 9 aprile, nel corso di una riunione dei nuclei anarchici cittadini e in seguito alla assidua propaganda della Federazione Regionale Romagnola, nata in febbraio durante il congresso del Partito Rivoluzionario a Villa Ronco di Forlì.
Il dissolvimento della sezione arriverà molto presto. L'opposizione all'azione dei socialisti - gravi contrasti emergeranno in occasione della Festa del 1° maggio - e i dissidi interni, renderanno "praticamente inesistente la incidenza reale degli anarchici in tutta la provincia". (Malatesta)
- Clero e partiti a Bologna dopo l'Unità, Bologna, Sezione arti grafiche Istituto Aldini-Valeriani, 1968, pp. 166-168
- Maria Malatesta, Il Resto del Carlino. Potere politico ed economico a Bologna dal 1885 al 1922, Milano, Guanda, 1978, p. 74