La prima volta del cinematografo

27 agosto 1896, 00:00

Al teatro Brunetti vengono proiettati alcuni brevi filmati dei Fratelli Lumière, preceduti da una pantomima di Mario Costa: una danzatrice sul filo, un cavallo al salto, l'arrivo di un treno.

E' la prima volta a Bologna del "cinematografo", sorta di "lanterna magica" con figure animate. "Ad ogni quadro il pubblico prorompe in applausi fragorosissimi", scrive il cronista del "Resto del Carlino".

Il 10 novembre una seconda proiezione cinematografica è organizzata al Teatro Nosadella, accompagnata - anche questa una prima volta - dalla pubblicità della Fosfatina Falières.

Per alcuni anni spettacoli itineranti saranno ospitati nei teatri: nel dicembre 1896 e nel 1897 al teatro del Corso, nel 1900 al Contavalli, nel 1902 all'Arena del Sole.

Brevi filmati comici o spettacolari verranno proiettati anche in un baraccone di Piazza VIII Agosto, dove i venditori ambulanti esibiscono i loro prodotti e recitano “zirudelle”.

Il primo cinema quasi-stabile, il Lumière di via Rizzoli, sarà in funzione nel 1901. Nei primi anni del '900 saggi di cinema saranno offerti in un baraccone in legno installato in piazza VIII Agosto, accolti con entusiasmo da un pubblico popolare:

Una specie di locomobile costringeva, tra fumo e orrendi colpi, una dinamo primordiale a spremere energia elettrica. Vibrava la baracca sotto l'ansito del macchinario e, nell'interno, completamente tappezzato di nere tende, apparvero i primi film ... (A. Cervellati).

Approfondimenti
  • Luca Baccolini, I luoghi e i racconti più strani di Bologna. Alla scoperta della "dotta" lungo un viaggio nei suoi luoghi simbolo, Roma, Newton Compton, 2019, p. 127
  • Paola Bignami, La cultura dello spettacolo a Bologna, in: ... E finalmente potremo dirci italiani. Bologna e le estinte Legazioni tra cultura e politica nazionale 1859-1911, a cura di Claudia Collina, Fiorenza Tarozzi, Bologna, Editrice Compositori - Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, 2011, p. 244
  • Dino Biondi, Il Resto del Carlino 1885-1985. Un giornale nella storia d'Italia, Bologna, Poligrafici Editoriale, 1985, p. 51
  • Marina Calore, Il teatro del Corso 1805-1944. 150 anni di vita teatrale bolognese tra aneddoti e documenti, Bologna, Lo scarabeo, 1992, p. 142
  • Alessandro Cervellati, Bologna al microscopio, Bologna, Edizioni aldine, 1950, vol. 2., pp. 7, 19-20 (data cit.: 2 settembre 1896)
  • Alessandro Cervellati, Bologna divertita, Bologna, Tamari, 1964, pp. 12-13 (data cit.: 28 agosto 1896)
  • Alessandro Cervellati, Bologna frivola, Bologna, Tamari, 1963, p. 119 (data cit.: 28 agosto 1896)
  • Gianfranco Paganelli, Lasciateci sognare (ovvero del cinema perduto), Bologna, Masi, 2008, pp. 39-40 (data cit.: 2 settembre 1896)
  • Marco Poli, Bologna com'era, Argelato, Minerva, 2020, p. 123 (data cit.: 2 settembre 1896)
  • Marco Poli, Cose d'altri tempi 2. Frammenti di storia bolognese, Argelato, Minerva Edizioni, 2011, p. 77
  • Fiorenza Tarozzi, Politica e società: i primi cinquant'anni di Bologna nel Regno unitario, in: ... E finalmente potremo dirci italiani. Bologna e le estinte Legazioni tra cultura e politica nazionale 1859-1911, a cura di Claudia Collina, Fiorenza Tarozzi, Bologna, Editrice Compositori - Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, 2011, p. 40
  • Via Indipendenza. Sviluppo urbano e trasformazioni edilizie dall'Unità d'Italia alla Seconda guerra mondiale, a cura di Maria Beatrice Bettazzi, Elda Brini, Paola Furlan, Matteo Sintini, Bologna, Paolo Emilio Persiani, 2017, p. 89