La strada nella valle del Setta verso la Toscana

dal 1 gen al 31 dic 1879

Dopo il completamento dell'ultimo tratto di otto chilometri tra il ponte di Sambro e Lagaro è aperta la strada che da Praduro e Sasso (poi Sasso Marconi) va verso la Toscana attraverso Castiglione dei Pepoli. Essa rimonta il corso del torrente Setta lungo la sua “ampia valle, industre ed ubertosa”.

Un consorzio di comuni interessati alla costruzione della strada fu formato nel 1863 per iniziativa dell'Amministrazione provinciale. I lavori però subirono un presto arresto e proseguirono solo nel 1877.

La strada corre “nel letto del torrente”, oppure “svolgendosi a mezza costa". Tocca i comuni di Praduro e Sasso, Caprara sopra Panico, Monzuno, Pian del Voglio, per giungere infine nel territorio di Castiglione dei Pepoli.

Il suo scopo principale è collegare Bologna a Prato. Tra il 1879 e il 1880 sarà aggiunto un tratto di strada che da Castiglione salirà al confine regionale e, tramite il valico di Montepiano, si congiungerà alla provinciale di val Bisenzio, in provincia di Firenze, inaugurata nel 1855 dal governo toscano. 

Il culmine del percorso verrà raggiunto a Serra di Sopra senza "opere d'arte degne di una special menzione".

Una volta compiuta, la strada della Val di Setta sarà classificata come provinciale e presa in consegna dall'Amministrazione provinciale.

Approfondimenti
  • Della viabilità ordinaria nella provincia di Bologna, in: Annali delle strade comunali obbligatorie e della viabilità ordinaria. Anno decimo, Roma, Tipografia Nazionale, 1882, pp. 362-365
  • Paolo Guidotti, Le strade transappenniniche bolognesi nel Duecento, Bologna, Nuova Alfa, 1987, p. 249 sgg.
  • P. Mattioli, Alcune sommarie considerazioni intorno alla nuova strada rotabile di Val di Setta ed ai varchi dell'Appennino bolognese e toscano, Bologna, Regia tipografia, 1865
  • Ministero dei Lavori Pubblici. Direzione generale ponti e strade, Relazione sulle Strade Nazionali, Provinciali sovvenute dallo Stato. Comunali obbligatorie dal 1860 al 1897, Roma, Tipografia dell'Unione Cooperativa Editrice, 1898, p. 438