La Società Rangoni e Puricelli
Si costituisce a Bologna la Società Anonima Rangoni e Puricelli per la fabbricazione di apparecchi ed accessori elettromedicali. Agli iniziali soci Ugo e Edgardo Rangoni si aggiunge il radiologo Davide Puricelli.
Ugo Rangoni (1865-1933) fu capo-tecnico presso l'Istituto di Fisica dell'Università. Per il prof Augusto Righi fu "caro, affezionato, prezioso collaboratore".
In particolare “seppe interpretare il pensiero di Righi e i suoi bisogni per quanto occorreva di applicazioni meccaniche nelle nuove esperienze che lo scienziato andava facendo".
Avendo acquisito competenze nel campo delle radiografie, inaugurò nella sua abitazione una piccola impresa di apparecchi per Raggi X assieme al figlio Edgardo.
Per impulso di quest’ultimo - e grazie alle indicazioni del prof. Aristide Busi (1874-1939) primario di radiologia all'Ospedale Maggiore - l’attività è cresciuta e la sede è stata trasferita in via Arienti.
La ditta diverrà S.p.A. nel 1930 e sarà sempre all'avanguardia nella produzione di apparecchi elettrici usati soprattutto negli ospedali e nelle strutture sanitarie.
Con la messa a punto, da parte di Ruggero Rangoni, nipote di Ugo, di un apparecchio per elettro-cardiogrammi, si occuperà anche di cardiologia. Parteciperà alle principali fiere nazionali e internazionali.
Durante la seconda guerra mondiale trasferirà a San Lazzaro di Savena i depositi del materiale di maggior costo, più deperibile o infiammabile, mantenendo però a Bologna la sede produttiva.
Alla fine degli anni 1950 la Rangoni Puricelli diventerà Battaglia Rangoni, ampliando la sua attività nei campi della farmacologia e della neurologia.
Nel 1990 dall’unione della Battaglia Rangoni con la compagnia americana Mortara Instrument nascerà la Mortara Rangoni Europe.
- Augusto Righi (1850-1920). Un fisico nel mondo della ricerca, a cura di Giorgio Dragoni, Bologna, Esculapio, 2023, pp. 276-278
- Le città dell'innovazione. Dove e perchè cresce l'alta tecnologia in Italia. Rapporto di Artimino sullo sviluppo locale, 2010, a cura di Luigi Burroni e Carlo Trigilia, Bologna, Il mulino, 2011, pp. 58-59
- Fonte: “Le forze sanitarie” (1934)