Il tortellino è l'ombelico di Venere
Onde l'oste felice (Lo dico o non lo dico?)
Di Venere mirò il divin bellico!
Ma non si creda già
C'he a quella vaga e seducente vista
Pensieri di conquista
L'oste pudico entro dì sé volgesse;
Anzi un'idea soavemente casta
D'imitar quel bellico con la pasta
Gli balenò nel capo ... (G. Ceri)
Il 29 giugno importanti personalità della cultura di Bologna e Modena partecipano alla Festa Mutino-Bononiense, organizzata da Angelo Fortunato Formiggini (1878-1938) nel nome di Alessandro Tassoni (1565-1635), l’autore della Secchia rapita.
L’intento di Formiggini, all’esordio di una fortunata attività editoriale, è quella di celebrare la riconciliazione delle due città padane, divise da secolare rivalità.
Nell’occasione viene pubblicata una raccolta di sonetti burleschi inediti dal titolo La Secchia, che contiene la possibile soluzione di uno dei principali motivi del contendere: la paternità (o maternità) del tortellino.
A proporla è l’ing. Giuseppe Ceri (1839-1925), personaggio “strambo, bizzoso, attaccabrighe, tenacissimo negli odi, incrollabile nelle convinzioni" (Cristofori), ma in questo caso nella versione di geniale solutore e pacificatore.
Riallacciandosi al racconto di Tassoni, nell’inno L’ombelico di Venere immagina che alla battaglia per la secchia partecipino, dalla parte dei modenesi, anche gli dei Bacco, Marte e Venere, che trascorrono una notte in una osteria di Castelfranco.
Qui Venere, rimasta momentaneamente sola, viene sorpresa nuda da un oste “guercio e bolognese”, che ammaliato dal suo ombelico, provò a riprodurlo con un pezzetto di pasta: e in questo modo “l’arte di fare il tortellino apprese!“.
Secondo il vulcanico Ceri il tortellino sarebbe nato quindi da un cuoco di Bologna a Castelfranco Emilia, comune della provincia di Modena (ma nella diocesi di Bologna).
A ricordo di questa bella trovata, nel 2005 sarà eretto a Castelfranco, in piazza A. Moro, il monumento al tortellino, “in bronzo patinato, cemento e travertino” e in forma di fontana, opera dello scultore Gianni Ferrari.
- Agricoltura e alimentazione in Emilia Romagna. Antologia di antichi testi, a cura di Zita Zanardi, Modena, Artestampa, 2015, pp. 346-348
- Luca Cesari, Storia della pasta in dieci piatti. Dai tortellini alla carbonara, Milano, Il saggiatore, 2021
- Monica Cesari Sartoni, Mangia italiano. Guida alle specialità regionali italiane, Milano, Morellini, 2005, p. 101
- Gabriele Cremonini, BO-stick. Viaggio tra cento misteri e curiosità di Bologna e del suo territorio, Bologna, Pendragon, 2007, p. 10
- Elena Gottarelli, L'amara storia di Giuseppe Ceri, il censore dell'edilizia bolognese, in: "Il carrobbio", 3 (1977), pp. 205-220
- La secchia. Contiene sonetti burleschi inediti del Tassone e molte invenzioni piacevoli e curiose, vagamente illustrate, edite per la famosa festa mutino-bononiense del 31 maggio 1908, prefazione di Olindo Guerrini, Bologna-Modena, A. F. Formiggini, 1908, pp. 41-44
- G. Ferrari - Piazza A. Moro - Castelfranco E. (MO)
- G. Ferrari - Castelfranco Emilia (MO)
- ispirato alla leggenda narrata da Tassoni e Ceri - particolare - Castelfranco E. (MO)
- Raccolta poetica pubblicata nel 1908 per la Festa Mutino-Bononiense