La birreria Hoffmeister
"Durante il giubileo dell'Università di Bologna, nel 1888, era questo il gradito ritrovo di tutti i professori e studenti tedeschi, che erano venuti alla grande festa universitaria, e vi scorreva una inesausta fonte del più vivo umore, distribuito dal più ideale e rotondo Perkeo, che nessuna accademia abbia mai celebrato. E oggi? Un paio di ufficialetti lindi e azzimati bevono caffè: io e la mosca caduta nel mio bicchiere siamo i soli che onorino la birra e che volgano il loro pensiero a te, o piccolo e grande Hoffmeister, o sorridente, agile, immortale, rotondissimo Ottone!". (H. Barth)
La birraria Hoffmeister, in via Farini, angolo via del Cane, di fronte all’ingresso posteriore di San Petronio, prende il nome dal conduttore, un tedesco venuto a Bologna come cameriere, che ha sposato una signora del luogo. Parla "uno strano linguaggio bolognese-tedesco", che mette di buon umore chiunque lo ascolti.
Durante l’estate vi si riuniscono i membri “della più scelta società”, che per una ragione o l’altra sono rimasti in città.
Uno dei clienti più assidui è Olindo Guerrini, solito a giocare a tresette con "con delle persone gravi, aggrondate, che ànno gli occhiali e la pancia", dopo aver staccato dal suo lavoro presso la Biblioteca Universitaria.
Lo scrittore ha dedicato al “rotondissimo Ottone” le opere Polemica e Nova Polemica (1878-79) e scherzosamente gli rinfaccia di mescere più spuma che birra.
In birreria capita spesso anche un orbino chiamato Napoleone (Napoleunzén), "un giovanotto piccolo, grassoccio, imberbe, cieco dalla nascita, buono, onesto, intelligentissimo", che suona il violino con passione, accompagnato alla chitarra dalla moglie, e alla fine chiede l’elemosina col piattino in mano, ricevendo da tutti almeno un soldo.
Tra le altre birrerie aperte a Bologna in questo periodo vi è la Birreria Ronzani, in via Orefici, dotata di "grandi sale e colonne uso Partenone". Vi servono birra italiana in boccali "con coperchio alla tedesca".
Situata sotto il portico della Morte, la Birreria Ghisolfi è "l'unico ritrovo con kellerine" della città. Nei bicchieri che esse portano ai tavoli spumeggia birra svizzera della Birreria Spiess di Rimini, che ha anche aperto un elegante spaccio vicino a porta D'Azeglio.
- Agricoltura e alimentazione in Emilia Romagna. Antologia di antichi testi, a cura di Zita Zanardi, Modena, Artestampa, 2015, pp. 162-163
- Hans Barth, Osteria. Guida spirituale delle osterie italiane da Verona a Capri, con prefazione di Gabriele D'Annunzio, nuova ed. riv. e ampliata, Firenze, F. Le Monnier, stampa 1921, p. 126
- I caffè storici in Emilia-Romagna e Montefeltro, a cura di Giancarlo Roversi, Casalecchio di Reno, Grafis, 1994, p. 61, 100
- Claudia Culiersi, Paolo Culiersi, Carducci bolognese, Bologna, Patron, 2006, p. 77
- Alessandro Molinari Pradelli, Bologna tra storia e osterie. Viaggio nelle tradizioni enogastronomiche petroniane, Bologna, Pendragon, 2001, p. 63
- Mauro Novelli, Il verismo in maschera. L'attività poetica di Olindo Guerrini, Cesena, Il Ponte vecchio, 2004, p. 18, 107
- Francesco Vatielli, Ragionamenti e fantasie musicali di Petronio Isaurico, Bologna, Nicola Zanichelli, stampa 1924, p. 182
- Marco Veglia, La vita vera. Carducci a Bologna, Bologna, Bononia University press, 2007, p. 259
- via Farini (BO)