Una punizione esemplare. L'uccisione dei fratelli Bernardi a Castel d'Aiano

17 agosto 1922, 12:00

Nella notte tra il 16 e il 17 agosto due fascisti travestiti da carabinieri - con l'appoggio di altri che non intervengono direttamente - si presentano davanti alla cascina dei mezzadri Bernardi a Sabbionetola, borgata del comune di Castel d'Aiano.

Si fanno aprire e fingono una perlustrazione in cerca di disertori. Una volta in casa estraggono le pistole e sparano contro Pellegrino e Francesco Bernardi. 

Benché colpiti gravemente, i due fratelli tentano comunque la fuga, ma vengono raggiunti e ancora bersagliati di colpi. Pellegrino muore subito. Francesco, prima di morire a sua volta, riesce a dire il nome di uno degli aggressori. 

Le indagini dei carabinieri sono in questa occasione tempestive e precise e in poche ore gli autori del duplice delitto - quattro squadristi di Vergato - vengono assicurati alla giustizia.

Si scoprirà che il movente dell'aggressione è in una precedente azione squadristica compiuta il 18 giugno a Labante. Allora la bastonatura di Francesco Bernardi aveva provocato la reazione degli abitanti del paese, che avevano messo in fuga i fascisti vergatesi.

L'omicidio dei due agricoltori è quindi una punizione esemplare per una comunità "che ha osato ribellarsi e opporsi al controllo territoriale esercitato dallo squadrismo" (Senta).

Approfondimenti
  • Pietro Alberghi, Il fascismo in Emilia Romagna. Dalle origini alla marcia su Roma, Modena, Mucchi, 1989, p. 630
  • Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza, Milano, La pietra, vol. 2: D-G, 1971, p. 185
  • Mimmo Franzinelli, Squadristi. Protagonisti e tecniche della violenza fascista 1919-1922, Milano, Mondadori, 2003
  • Antonio Senta, Rodolfo Vittori, Guerra civile. Bologna dal primo dopoguerra alla marcia su Roma (1919-1922), Milano, Zero in condotta, 2024, pp. 329-332