In onore dei vecchi "fiacres"

12 giugno 1932, 00:00

La Fameja Bulgneisa organizza una gita alla villa Griffone di Pontecchio per rievocare le antiche carrozze pubbliche - fiacre o “sefur ed piaza” - ormai quasi completamente dismesse. Nel 1957, a cento anni dalla loro comparsa per le vie di Bologna, ne rimarranno solo tre.

La loro sconfitta - e quella dei romantici “legni” - è divenuta inevitabile con l'affermarsi dei taxi a motore e degli altri mezzi pubblici.

Sono lontani i tempi in cui Carlo Musi dedicava ai vetturini (in bolognese i fiacaresta) una canzonetta, in cui era contenuto il loro tradizionale invito: “Carrozza, brun, vettura, comanda la carrozza?”.

Approfondimenti
  • Bologna nelle sue cartoline, a cura di Antonio Brighetti, Franco Monteverde, Cuneo, L'arciere, 1986, vol. 2: Vedute della città, p. 42 (foto: carrozzelle in Piazza Galvani), 52 (via U. Bassi), 63 (stazione ferroviaria)
  • Alessandro Cervellati, Bologna al microscopio, Bologna, Edizioni Aldine, 1957, vol. 4., p. 199-203
  • Alberto Menarini, Uomini e bestie nel dialetto bolognese, Bologna, Tamari, 1970, p. 49 (foto)
  • Alberto Menarini, Tizio, Caio e San Petronio. Vicende di nomi nel dialetto bolognese, Bologna, Tamari, 1968, p. 19 (ill.)
  • Alberto Menarini, Athos Vianelli, Bologna per la strada. Fotoconfronti col passato, Bologna, Tamari, Prima serie, 1975, p. 65 (foto)
  • Marco Poli, Bologna com'era, Argelato, Minerva, 2020, p. 129
  • Athos Vianelli, Cavalli, birocci e fiacre, in: id., Bologna in controluce. Storie e curiosità fra un secolo e l'altro, Bologna, Inchiostri, 2001, pp. 147-150