Il "treno della vergogna". Respinti gli esuli istriani

18 febbraio 1947, 00:00

Un convoglio di profughi istriani, sbarcati il giorno prima ad Ancona, giunge il 18 febbraio a Bologna. In stazione la Pontificia Opera di Assistenza e la Croce Rossa Italiana hanno preparato pasti caldi e generi di conforto per questi sventurati, stipati come sardine nei carri merci.

Ancor prima dell'arrivo, alcuni ferrovieri sindacalisti minacciano, con un comunicato, di bloccare la stazione con uno sciopero, se il “treno dei fascisti” si fosse fermato. Per loro infatti non può che essere fascista chi fugge dal paese del comunismo di Tito.

E quando il convoglio si arresta, un gruppo giovani attivisti, che impugnano bandiere rosse, gli lanciano contro sassi e ortaggi e rovesciano sui binari il latte destinato ai bambini, impedendo alle dame di S. Vincenzo di avvicinarsi.

Il treno è costretto a ripartire e solo a Parma i profughi possono ricevere assistenza, prima di raggiungere la loro destinazione.

Nel 2007, per celebrare l'anniversario dell'esodo giuliano, alla stazione di Bologna sarà posta, tra le polemiche, una targa ricordo.

Approfondimenti
  • "Almanacco 2007 di Bologna", Bologna, Geper, 2008, p. 54
  • Simone Cristicchi, Magazzino 18. Storie di Italiani esuli d'Istria, Fiume e Dalmazia, con Jan Bernas, a cura di Simona Orlando, Milano, Mondadori, 2014, p. 83
  • Gianni Oliva, Esuli. Dalle foibe ai campi profughi. La tragedia degli Italiani di Istria, Fiume e Dalmazia, Milano, Oscar Mondadori, 2012
  • Gianni Oliva, Profughi. Dalle foibe all'esodo. La tragedia degli italiani d'Istria, Fiume e Dalmazia, Milano, Mondadori, 2005, p. 176
  • Arrigo Petacco, L'esodo. La tragedia negata degli italiani d'Istria, Dalmazia e Venezia Giulia, Milano, Mondadori, 1999
  • Guido Rumici, Fratelli d'Istria. 1945-2000, italiani divisi, Milano, Mursia, 2001, p. 17
  • Sergio Tau, La Repubblica dei vinti. Storie di Italiani a Salò, Venezia, Marsilio, 2018, p. 291