Il sindacato fascista di Baroncini

18 gennaio 1922, 00:00

Il 18 gennaio si tiene a Bologna un Convegno sindacale fascista, che vede la partecipazione di molti segretari di sezione e i rappresentanti sindacali di 25 comuni della provincia di Bologna.

Intervengono i massimi dirigenti locali: Dino Grandi, Gino Baroncini, Edmondo Rossoni, Italo Balbo, Aldo Oviglio. E' proclamata la costituzione della Federazione Provinciale dei Sindacati nazionali, che organizza oltre 25 mila lavoratori del territorio bolognese.

La nuova sigla, formalmente apolitica, stipula con gli agrari accordi meno vantaggiosi per i lavoratori di quelli ottenuti in precedenza dalla Federterra.

I proprietari terrieri, che per opera di Gino Cacciari e Julio Fornaciari hanno fondato da poco la loro Federazione sindacale, vorrebbero però andare oltre: chiedono mani libere sulle assunzioni e sul livello dei salari,  vogliono ridurre gli arativi e reintrodurre nei patti agrari le corvée feudali.

Baroncini, segretario provinciale del PNF, pretende invece che gli accordi siano vincolanti per tutti. Vuole farsi carico delle sorti dei braccianti e dei mezzadri e denuncia lo "schiavismo agrario".

Egli segue il modello ferrarese di Balbo, che si è dimostrato più adatto per la penetrazione del fascismo nelle campagne padane.

Il ras bolognese sarà alla fine messo in minoranza da un'offensiva congiunta di Leandro Arpinati e Dino Grandi, in accordo con Mussolini.

Dopo che Baroncini sarà riconfermato segretario per acclamazione dal Congresso provinciale dei Fasci, nel dicembre 1923, il Duce farà commissariare la indisciplinata Federazione bolognese.

Approfondimenti
  • Giorgio Alberto Chiurco, Storia della rivoluzione fascista, vol. 4: Anno 1922, Firenze, Vallecchi, 1929, pp. 29-30
  • Brunella Dalla Casa, Leandro Arpinati: ascesa e caduta di un gerarca di provincia, in: Storia di Bologna, a cura di Renato Zangheri, Bologna, Bononia University Press, 2013, vol. 4., tomo 2., Bologna in età contemporanea 1915-2000, a cura di Angelo Varni, p. 498
  • Brunella Dalla Casa, Leandro Arpinati. Un fascista anomalo, Bologna, Il mulino, 2013, p. 70
  • Mimmo Franzinelli, Squadristi. Protagonisti e tecniche della violenza fascista, 1919-1922, Milano, Mondadori, 2003, pp. 183-184
  • Angela Marani, Gino Baroncini. Un capitano d'industria, a cura di Franco Merlini, Imola, Associazione Giuseppe Scarabelli, stampa 2000
  • Antonio Senta, Rodolfo Vittori, Guerra civile. Bologna dal primo dopoguerra alla marcia su Roma (1919-1922), Milano, Zero in condotta, 2024, p. 276
  • Filippo Simili, Gino Baroncini e il sindacalismo fascista bolognese, tesi di laurea, relatore Maria Salvati, Università degli studi di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia, a.a. 2004/05
  • Ivan Spada, Il fascismo a Bologna. Storia delle camicie nere all'ombra delle due torri (1919-1945), Roma, Red Star Press, 2021, p. 69
  • Fabrizio Venafro, Il fascismo bolognese: squadrismo, suggestioni sindacali, normalizzazione, in: Fascismo e antifascismo nella Valle Padana, a cura dell'Istituto mantovano di storia contemporanea, Bologna, CLUEB, 2007, pp. 17-25 (data cit.: 6 gennaio 1922)