Il progetto di public art "Accademia in stazione"

1 maggio 1997, 00:00

In occasione delle celebrazioni per l'anniversario della strage del 2 agosto 1980 si tiene a Bologna la prima manifestazione di arte pubblica in una grande stazione.

A cura di Mili Romano e Roberto Daolio è promosso un laboratorio con gli studenti dell'Accademia di Belle Arti, dal titolo Accademia in stazione.

In luogo di una mostra tradizionale di quadri e sculture, sono attuati progetti di installazioni e interventi artistici, che coinvolgono vari ambienti della stazione: binari, sale d'attesa, bagni pubblici, biglietterie.

Questi interventi hanno la caratteristica di essere site-specific, nati dalla relazione dell'artista con il luogo (con il "nonluogo", secondo una nota definizione di M. Augé) e non nel chiuso di un laboratorio o di un atelier.

La manifestazione si ripeterà negli anni successivi, con l'adozione di numerosi linguaggi espressivi e il coinvolgimento di artisti e personale della stazione.

Tra le performance che rimarranno memorabili: la proiezione video Break Out di Alessandra Andrini, l'installazione fotografica Arrivi/Partenze di Monika Stemmer, l'azione Daniela ha perso il treno di Sissi, gli interventi sonori di Sandrine Nicoletta, Alessandra Montanari e Maria Vittoria Perrelli.

Alcune performance si ispireranno in modo particolare alla memoria della strage del 2 agosto 1980, quali quelle di Lisa Gherardi, Elisabetta Spampanato, Francesca Rizzetto e molte altre.

L'esperienza di Accademia in stazione terminerà nel 2005 con il passaggio a Grandi Stazioni della gestione del nodo ferroviario bolognese.

Approfondimenti
  • Marc Augé, Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità, Milano, Elèuthera, 2009
  • Mili Romano, Con la città che cambia. Percorsi e pratiche di Public Art, Acireale, LSC, 2014, pp. 13-21