Il corpo delle Guardie Municipali

18 luglio 1860, 00:04

Il Consiglio comunale discute la proposta dei consiglieri Minghetti, Pepoli e Audinot per la costituzione di un corpo di Guardie Municipali. Ci si ispira al modello inglese del policemen, nome che i bolognesi storpieranno in “pulismano”.

Sono richieste buone qualità morali, buona salute e un minimo di cultura e educazione:

"Oltre la onestà e la moralità loro, debbon avere attitudine all’ufficio che sono chiamati a prestare e quindi saper leggere e scrivere, avere robustezza della persona, ed essere istruiti e informati a civile educazione, come quelli che alla fermezza della azione debbon congiungere urbanità e cortesia di modi". 

I nuovi vigili urbani saranno presentati al pubblico il 1° novembre. Avranno soprattutto compiti di vigilanza dei regolamenti comunali, ma saranno utilizzati anche per la pubblica sicurezza (con un armamento minimo), come accalappiacani e per "l'osservanza della nettezza delle strade".

Approfondimenti
  • Bologna e i suoi vigili, a cura di Ilaria Francica, Carlo Del Percio, Margherita Reina, con la collaborazione del Corpo di polizia municipale del Comune di Bologna, Bologna, Costa, 2000
  • Marco Caroli, Bologna caput mundi, Bologna, Centro Grafico Cooperativo, 1977, vol. 1., pp. 136-137
  • Donato D'Urso, La sicurezza pubblica a Bologna nei primi anni unitari, in: Poliziotti d'Italia tra cronaca e storia prima e dopo l'Unità, a cura di Raffaele Camposano, Roma, Ufficio Storico della Polizia di Stato, 2013, pp. 79-94
  • Marco Poli, Come eravamo. Episodi di cronaca e storia bolognese, Bologna, Costa, 2000, p. 154-167
  • Marco Poli, Il Conte ladro e altre storie bolognesi, Bologna, Costa, 1998, pp. 309-311
  • Marco Poli, Cose d'altri tempi 2. Frammenti di storia bolognese, Argelato, Minerva Edizioni, 2011, pp. 57-59