I massimalisti vogliono i soviet: la rivoluzione sembra imminente

14 aprile 1920, 00:00

La frazione massimalista domina il partito socialista a Bologna. Il segretario della Camera del Lavoro Ercole Bucco (1886-1964) auspica la costituzione dei consigli (o sovieti) per il controllo collettivo delle fabbriche e la destituzione del "capitale borghese".

Il rivolgimento radicale della società appare oramai imminente. Al congresso provinciale dell'USB (Unione Socialista Bolognese) del 14-15 aprile, la mozione più estrema prevale nettamente: solo pochi riformisti, capeggiati da Francesco e Giulio Zanardi, ritengono inutile la costituzione dei soviet e ripudiano la violenza politica.

La rivoluzione dei massimalisti è però solo nelle parole. Nella provincia si costituiscono pochi consigli di fabbrica e con compiti solo sindacali: ad esempio presso le Officine ferroviarie o nelle ex Officine militari di Castenaso.

I massimalisti evitano di dare sbocco politico ai numerosi scioperi, che si susseguono a Bologna nei primi mesi dell'anno. Anche in ambito nazionale sono respinti i reiterati appelli degli ordinovisti torinesi e di Nicola Bombacci (1879-1945) per un rapido passaggio all'azione.

Approfondimenti
  • Pietro Alberghi, Il fascismo in Emilia Romagna. Dalle origini alla marcia su Roma, Modena, Mucchi, 1989, p. 185 sgg.
  • I grandi di Romagna. Repertorio alfabetico dei romagnoli illustri dall'Unità d'Italia ad oggi, a cura di Mauro Tedeschini, Bologna, Poligrafici editoriale, 1990, pp. 31-32 (N. Bombacci)
  • Nazario Sauro Onofri, Francesco Zanardi sindaco di Bologna, in Francesco Zanardi. Storia di un socialista dall'Ottocento alla Repubblica, atti del Convegno di studi, Mantova, 5 ottobre 1991, pp. 153-154