I capilega di Molinella accusati di estorsione

dal 1 gen al 31 dic 1921

A conclusione della vertenza sindacale interrotta con l'eccidio di Guarda, nel 1919 la lega di Molinella ottiene, oltre ai miglioramenti contrattuali, una cifra forfettaria di 270 mila lire, che i proprietari considerano una taglia ingiusta.

Il sindacato, peraltro, non distribuisce soldi ai lavoratori, ma destina la cifra alla costruzione di un asilo nella frazione di Alberino di Molinella.

Nei primi mesi del 1921, nel pieno delle violenze fasciste nelle campagne, molti agrari denunciano i sindacalisti, autori dell'accordo, per estorsione.

Oltre un centinaio sono arrestati e molti fuggono a San Marino. Smentendo la tesi dell'estorsione, la magistratura revocherà quasi tutti i mandati di cattura.

Approfondimenti
  • Pietro Alberghi, Il fascismo in Emilia Romagna. Dalle origini alla marcia su Roma, Modena, Mucchi, 1989, p. 145
  • Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel Bolognese, 1919-1945, vol. I, Nazario Sauro Onofri, Bologna dall'antifascismo alla Resistenza, Bologna, Comune-ISREBO, 2005, pp. 121-123
  • Guido Crainz, Padania. Il mondo dei braccianti dall'Ottocento alla fuga dalle campagne, Roma, Donzelli, 1994, pp. 195-196
  • Mimmo Franzinelli, Squadristi. Protagonisti e tecniche della violenza fascista. 1919-1922, Milano, Mondadori, 2003, p. 64
  • Molinella e Massarenti. Immagine e storia. Cronaca e storia, la sua gente, i suoi scritti, a cura di Natale Guido Frabboni, Molinella, Tipografia Roda, stampa 1977, p. 17
  • Molinella e Massarenti nel quadro delle lotte sociali in Italia. Alle radici del socialismo e della democrazia. Una rivoluzione concreta partito-sindacato-cooperative-Comune, a cura di Natale Guido Frabboni, Bologna, AGCI, 1980