Grande freddo e carestia
"Anno per certo fu questo di grandi sconvolgimenti e di grandi agitazioni per le continue guerre, per cambiamenti di governo (...) e per la tenace carestia che affliggeva i popoli. In mezzo a tanta avversità di cose, l'inerzia e la miseria occupavano il primo grado, imperocché vedevansi oziosi camminare per le strade chiedendo pane, e nel rigore del verno, seminudi giacere nei sagrati delle chiese, come in proprie abitazioni". (C. Monari)
In gennaio il governo repubblicano pubblica un bando che proibisce l'accattonaggio e assegna il locale della Misericordia, fuori porta Castiglione, "per asilo e rifugio notturno ai poveri miserabili".
Coloro che mendicano "tutto il giorno lungo le vie" e non hanno un ricovero sono obbligati, "sotto castighi severi", a ritirarsi in questo luogo dopo il tramonto del sole.
Date le copiose nevicate, si rinnovano inoltre i bandi "per lo sgombro sollecito" di ghiaccio e neve. I capi dei Quartieri sono chiamati a controllare che ogni cittadino liberi il tratto di strada corrispondente alla sua bottega o alla sua abitazione.
In piena estate il clima sarà ancora molto freddo e piovoso e grande sarà il timore di epidemie. In campagna vi saranno gravi danni ai raccolti e ne complesso l'anno risulterà “carestioso”: in città sarà introdotto la metà del grano dell'anno precedente.
- Giuseppe Bosi, Archivio patrio di antiche e moderne rimembranze felsinee, rist. anast., Sala Bolognese, A.Forni, 1975, vol. 2., p. 190
- Tommaso de' Buoi, Diario delle cose principali accadute nella città di Bologna dall'anno 1796 fino all'anno 1821, a cura di Silvia Benati, Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Bononia University Press, 2005, p. 106
- Cesare Monari, Storia di Bologna, divisa in libri otto, Bologna, Antonio Chierici, 1862, pp. 723-724
- dai Giardini Margherita - 2025