L'ospizio Lanzarini per fanciulli "derelitti"
- @ OPIMM - Centro di Formazione Professionale (CFP)
Il 2 febbraio padre Ignazio Lanzarini della compagnia dei Filippini - chiamato da Giambattista Casoni “il padre dei poveri, dei fanciulli e dei figli del popolo” - fa appello ai cittadini affinchè con le loro offerte gli sia consentito fondare un istituto per l'educazione dei bambini poveri.
Il Pio Stabilimento dell'Immacolata Concezione di Maria, ovvero Opera dell'Immacolata (OPIMM) è avviato in via Galliera nel palazzo dei signori Bologna. Il 3 dicembre 1854 verrà eretto opera pia in forza di un Decreto Arcivescovile.
Esso ospita bambini poveri tra i sette e i dieci anni, "orfani o di genitori di mala condotta", con l'intento di educarli nelle arti e nei mestieri.
Accoglierà anche gli orfani della Casa di San Camillo, dopo la partenza del suo benemerito istitutore, Carlo Mareggiani.
Oltre alla scuola dei sacerdoti, l'ospizio dell'Immacolata contiene botteghe, dove i giovani "derelitti" imparano un mestiere e compiono lavori per diversi imprenditori, i quali in cambio "danno qualche cosa per la pigione degli opifizj e pel lavoro degli alunni".
Nel corso degli anni l'istituto di padre Lanzarini diventerà soprattutto un orfanotrofio, con trenta-quaranta ragazzi residenti e, nonostante qualche contribuzione e lascito, verserà a lungo in gravi ristrettezze economiche.
L'opera benefica dell'OPIMM continuerà, comunque, anche nel secolo seguente. Dal 1967, sotto la guida di don Saverio Aquilani (1926-2011), estenderà la sua attività ai ragazzi con disabilità mentale, avviandoli al lavoro in azienda attraverso il Centro di Formazione Professionale (CFP) o accogliendoli nel proprio Centro di Lavoro Protetto (CLP).
- Augusto Aglebert, La riforma delle Opere Pie di Bologna e il loro passato, presente ed avvenire. Descrizione e proposte, Bologna, Regia Tipografia, 1874, p. 40
- Serafino Biffi, Sui riformatori pei giovani, in: “Memorie del Reale Istituto lombardo di scienze e lettere. Classe di lettere e scienze morali e politiche”, 11 (1870), p. 150
- Cent'anni fa Bologna. Angoli e ricordi della città nella raccolta fotografica Belluzzi, a cura di Otello Sangiorgi e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Costa, 2000, pp. 94-95
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- Io sto bene se tu stai bene. Don Saverio Aquilano e l'Opera dell'Immacolata, a cura di Augusto Palmonari, Bologna, Dehoniana Libri, 2012, pp. 19-24
- Giovanni Massei, La scienza medica della povertà ossia La beneficenza illuminata, Firenze, coi tipi di M. Cellini e c., 1858, vol. 3., pp. 270-271
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- Cesare Monari, Storia di Bologna, divisa in libri otto, Bologna, Antonio Chierici, 1862, p. 802
- Nel nome di Bologna. Consulta tra antiche istituzioni bolognesi, a cura di Guglielmo Franchi Scarselli, Bologna, L'inchiostroblu, 2007, pp. 64-67
- Gaetano Palmieri, Notizie sulle Opere Pie della Provincia di Bologna, pubblicate per cura della Deputazione provinciale, Bologna, Regia tipografia, 1871, pp. XXVI-XXVII
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Pasticcio alla bolognese. Storie, storielle, fatti, fattacci, episodi, racconti, filastrocche, poesie, zirudelle, narcisate, cronache, discorsi e bazzecole, raccolti e disordinatamente raccontati da Gino Calari, Bologna, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, 2004, p. 284
- Via Galliera (BO)