Caccia agli Arditi del popolo

6 settembre 1921, 00:00

L'organizzazione paramilitare degli Arditi del popolo - fondata dall'anarchico Argo Secondari, ex tenente e reduce fiumano - formata da anarchici, comunisti, socialisti e repubblicani, ha il compito di contrastare le squadre fasciste anche con la violenza.

E' divisa in tre compagnie, denominate “Temeraria”, “Folgore” e “Dannata”. I militanti devono essere tutti armati e istruiti all'uso di pistole, mitragliatrici e bombe.

Gli Arditi "rossi" operano soprattutto in occasione di manifestazioni proletarie, circondando i carabinieri e le guardie di pubblica sicurezza, pronti a disarmarle al momento opportuno.

Nella provincia di Bologna vi sono gruppi attivi a Imola, Baricella, Medicina, Calderara, Argelato, Vergato, Castel Maggiore.

Il 4 agosto, nella frazione di Mezzolara di Budrio, dopo la bastonatura di un anarchico, un gruppo di arditi del popolo assale sparando un ritrovo di fascisti, ferendone a morte uno, e poi si scontra con i carabinieri, che a loro volta uccidono uno degli assalitori. 

Grazie a un informatore, il 10 agosto a Bologna la polizia ferma l’anarchico Edomondo Lelli e entra in possesso di un elenco di aderenti al movimento. In tutta la provincia vengono compiute diverse perquisizioni alla ricerca di armi.

Alcuni membri sono arrestati a Imola, Sesto imolese, Ozzano, Zola Predosa, Vado, Molinella e in numerose altre località. 

Il 6 settembre il gruppo bolognese, animato da Lelli e Vindice Rabitti, subisce un duro colpo con l'arresto di 32 militanti nella sede della Camera del lavoro di Porta Lame.

In ottobre, durante una vasta perquisizione, la polizia troverà a Pavia un elenco cifrato, che porterà all'identificazione di 22 comandanti di squadra e di un centinaio di aderenti. L'indagine arriverà a Bologna, dove saranno arrestati tre fiduciari dell'organizzazione.

L'attività degli Arditi del popolo cesserà in autunno, anche per il mancato appoggio dei partiti della sinistra. Il PCdI, ad esempio, parlerà della loro presenza come di una "manovra della borghesia".

Il 28 dicembre si terrà a Bologna un processo contro 29 Arditi, che verranno quasi tutti condannati.

Approfondimenti
  • Pietro Alberghi, Il fascismo in Emilia Romagna. Dalle origini alla marcia su Roma, Modena, Mucchi, 1989, p. 373
  • Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel Bolognese, 1919-1945, vol. 1., Nazario Sauro Onofri, Bologna dall'antifascismo alla Resistenza, Bologna, Comune-ISREBO, 2005, pp. 37-38, 354
  • Alessandro Aruffo, Breve storia degli anarchici italiani. (1870-1970), Roma, Datanews, 2004, pp. 149-152
  • Castenaso dal Risorgimento alla Resistenza, Castenaso, Comune, 1984, p. 29
  • Mario De Micheli, 7a GAP, 2. ed., Roma, Editori Riuniti, 1971, p. 27
  • Mimmo Franzinelli, Squadristi. Protagonisti e tecniche della violenza fascista. 1919-1922, Milano, Mondadori, 2003, p. 354
  • Emilio Gentile, E fu subito regime. Il fascismo e la marcia su Roma, Roma, Bari, GLF editori Laterza, 2012, pp. 26-27
  • Miguel Gotor, L'Italia nel Novecento. Dalla sconfitta di Adua alla vittoria di Amazon, Torino, Einaudi, 2019, pp. 50-51
  • Le origini del fascismo in Emilia-Romagna. 1919-1922, a cura di Andrea Baravelli, Bologna, Pendragon, 2022, pp. 408-409
  • Antonio Senta, Rodolfo Vittori, Guerra civile. Bologna dal primo dopoguerra alla marcia su Roma (1919-1922), Milano, Zero in condotta, 2024, pp. 249-252
  • Angelo Tasca, Nascita e avvento del fascismo, a cura di Sergio Soave, Scandicci, La nuova Italia, 1995, p. 276