Cesare Martinelli eroe di Mentana
Il 20 novembre giunge alla stazione ferroviaria la salma del maggiore Cesare Martinelli, originario di Altedo, morto a seguito delle ferite riportate nella battaglia di Mentana.
Viene accolta dalle bandiere della Società Operaia, della Società universitaria e dell’Unione Democratica. Un corteo di garibaldini e di popolo - oltre 6.000 persone - la scorta al cimitero della Certosa.
Al passaggio del corteo vengono “chiuse le porte delle Lamme e quella di San Felice da carabinieri e guardie, invasi da non si sa qual timore. Il popolo fischiò quell'atto ridicolo e procedette sua via".
Le orazioni in occasione del funerale di Filopanti, Carducci e Ceneri testimoniano “sia il rispetto per il concittadino morto in battaglia, sia l'attaccamento alle motivazioni che lo avevano spinto a partire ancora una volta come volontario agli ordini di Garibaldi”.
Martinelli era un patriota di lunga data: aveva partecipato nel 1848 alla battaglia della Montagnola e poi alla spedizione dei volontari bolognesi in Veneto.
Aveva combattuto durante la Seconda Guerra di Indipendenza e aveva seguito Garibaldi nell’impresa dei Mille.
Pur ferito, aveva tentato di stare in campo a Mentana, ma la ferita si era riaperta, conducendolo il 6 novembre alla morte per emorragia in un casolare di Montelibretti.
- Luigi Battista, Da Orte a Mentana. Lettera documentata, seguita da una canzone di Victor Hugo, Firenze, Tip. Fodratti, 1867, p. 10
- Raffaele Belluzzi, Maggiore Cesare Martinelli di Bologna, in: Mentana. Cenni storici sulla campagna del 1867 per l'indipendenza d'Italia e libertà di Roma, Milano, presso A. Bosi, 1874, pp. 93-103
- Mario Maragi, Storia della Società operaia di Bologna, Imola, Cooperativa P. Galeati, 1970, p. 114
- Aristide Pinci, Mentana e il suo monumento. Cenni storici corredati del resoconto generale dei lavori eseguiti pel compimento dell'Ara, Roma, Tip. della Rivista italiana, 1890, p. 41
- Fonte: Storia e memoria di Bologna (www.storiaememoriadibologna.it)