Gara di taglio della mortadella
“Nelle botteghe di salumeria insaccati e prosciutti venivano affettati a mano, con la ‘curtleina’: l’apposito coltello forgiato a mano: capolavoro dell’arte fabbrile ... Questo oggetto così semplice a vedersi , doveva possedere tre requisiti di assoluta perfezione: larghezza e lunghezza conveniente, flessibilità e leggerezza, taglio diritto a filo come la canna di un fucile”. (M. Bianconi)
Il Festival Mortadella Please giunge alla sedicesima edizione. Si svolge dall’11 al 13 ottobre a Zola Predosa, considerata la "capitale mondiale della mortadella” per la presenza sul suo territorio di aziende storiche quali Alcisa e Felsineo.
Tra gli eventi in programma, domenica 13 ottobre si svolge, in collaborazione con la Società di Mutuo Soccorso tra Salsamentari di Bologna, fondata nel 1876, la prima rievocazione della tradizionale gara di taglio a mano della mortadella con la coltellina.
Essa si teneva anticamente al Teatro Contavalli durante “al Veglion di Lardarù” (il Veglione dei salumai). Vi si esibivano “el miouri curtleini d’Buloggna” (le migliori coltelline di Bologna), cioè i più abili commessi salumai, appositamente addestrati dai loro padroni con un lungo tirocinio.
La gara consisteva nel tagliare tre fette intere da una grossa mortadella. Vinceva chi otteneva le fette di minor peso nel minor tempo.
Alla fine “in ogni palco del teatro le famiglie, riunite coi propri invitati, incominciavano a sganasciar polli e lombate, a sgranocchiar crescentine e sfrappole, con accompagnamento adeguato di bottiglie e di fiaschi di vino”.
Le fette giuste di mortadella erano sottilissime. Tanto che attraverso di esse - secondo un detto popolare - si doveva vedere il santuario della Madonna di San Luca. Il taglio a mano con la coltellina fu a lungo quello preferito, anche molto dopo l’invenzione dell’affettatrice meccanica.
“Una elegante macchinetta che taglia qualunque mortadella in fette di eguale spessore, variabile entro certi limiti” fu presentata nel 1873 da Luigi Giusti, un giovane meccanico bolognese “di distintissimo ingegno”, che aveva bottega dietro l’Arena del Sole.
- Massimo Alberini, Le sagre: prima o dopo, sempre a tavola. Emilia Romagna, in: La festa, a cura di Alessandro Falassi, Milano, Electa, 1988, pp. 98-103
- Mario Bianconi, Bologna minore negli aspetti di ieri, Bologna, Tamari, 1969, pp. 116-117
- Alessandro Cervellati, Giovanni Poggi, Storia della mortadella, Bologna, Sezione arti grafiche dell'Istituto Aldini-Valeriani, 1972
- Giancarlo Roversi, La mortadella Bologna IGP. Storia di un mito. Origine, diffusione, produzione, valori alimentari e impieghi culinari, Bologna, Consorzio mortadella Bologna, 2013
- Giancarlo Roversi, Sua eccellenza la mortadella. Storia e attualità, Bologna, Costa, 2002
- Antonio Selvatici, Alle origini del distretto meccanico bolognese. L'industria della mortadella alla fine del XIX secolo, in: "Scuolaofficina", 2 (1992), pp. 20-23
- durante una manifestazione gastronomica a Bologna