Esce il giornale umoristico "Ehi! ch'al scusa"

4 dicembre 1880, 00:02

Giannetto Bacchi, ex cronista dell' “Ancora”, Antonio Fiacchi, impiegato postale e direttore del periodico teatrale “Il Piccolo Faust”, Oreste Cenacchi (1856-1927), funzionario comunale diviso tra pratiche burocratiche e una brillante attività giornalistica e Alfredo Testoni, redattore del “Nuovo Alfiere” e della “Pace”, decidono, durante un incontro al Caffè dei Cacciatori, di fondare un giornale umoristico.

Non trovando un titolo divertente, si ispirano all'espressione gentile di un cameriere: "Ehi!, ch'al scusa". L'uscita di questo periodico segna “la nascita tout court della moderna letteratura dialettale bolognese” (Cristofori). Il primo numero di saggio appare il 4 dicembre.

Ben presto il giornale diventa molto popolare, assieme al nome dei suoi redattori. Bologna vi è celebrata con con l'uso del dialetto: una "Bulgnaza" quasi leggendaria, placida e allegra, che corrisponde ai desideri del pubblico borghese.

Non si parla di politica se non per prendere in giro la politica, non si offende nessuno (il motto del giornale è quello di Monsignor Della Casa: "colle persone usare modi gentili"), si diffida delle novità, per rimanere ancorati alle vecchie consuetudini.

Al successo di "Ehi ch'al scusa" contribuisce in modo determinante, per ammissione dello stesso Testoni, la vena umoristica di Antonio Fiacchi, con le firme del "Sumarein del ruscarol" e del "Sgner Pirein". Questi personaggi avranno tanta celebrità che ad essi saranno intitolati dolci, "oggetti di novità" e persino una locanda.

Nel periodo migliore, tra il 1883 e il 1888, assieme al giornale saranno pubblicate strenne curate dal bolognese Cesare Ratta, maestro dell'arte tipografica.

Su una sua pagina del 1887 esordirà Gabriele Galantara (Rata Langa), con una caricatura che rappresenta Carducci, Ricci, Bassini e Panzacchi che girano dall'altra parte il monumento a Vittorio Emanuele II, con i versi di Testoni. Carducci, in particolare, sarà anche in seguito preso di mira molte volte dalla sua matita.

Dal 1889 al 1891 il giornale sarà diretto con profitto da Cesare Dalla Noce, alias Moscata, mentre con Raffaele Galletti, "appaltatore pubblicitario", che gli darà un indirizzo moderato, conoscerà un lento e inesorabile declino, fino alla chiusura nel 1904.

Approfondimenti
  • Alfonso Rubbiani: i veri e i falsi storici, Bologna, febbraio-marzo 1981, a cura di Franco Solmi e Marco Dezzi Bardeschi, Casalecchio di Reno, Grafis, 1981, pp. 440-441
  • Alfredo Testoni. Sotto i portici e dietro le quinte, a cura di Davide Amadei e Vittoria Coen, Bologna, Minerva, 2003, p. 15, 173
  • Gabriele Bonazzi, Bologna nella storia, Bologna, Pendragon, 2011, vol. II, Dall'Unità d'Italia agli anni Duemila, p. 24
  • I caffè storici in Emilia-Romagna e Montefeltro, a cura di Giancarlo Roversi, Casalecchio di Reno, Grafis, 1994, p. 98
  • Franco Cristofori, Alfredo Testoni. La vita, le opere, la città, realizzazione grafica di Pier Achille Cuniberti, Bologna, Alfa, 1981, pp. 22-30
  • Franco Cristofori, Bologna come rideva. I giornali umoristici dal 1859 al 1924, Bologna, Cappelli, 1973, pp. 139-152, 276-278
  • Franco Cristofori, Giornali umoristici bolognesi dell'800, in: Storia del giornalismo in Emilia Romagna e a Pesaro. Dagli albori al primo Novecento, a cura di Giancarlo Roversi, Casalecchio di Reno, Grafis, 1992, p. 216
  • F.I.L.D.I.S., Cenacoli a Bologna, Bologna, L. Parma, 1988, p. 125
  • Francesco Francia Associazione per le arti, 1894-1994, Villanova di Castenaso, Renografica, stampa 1995, p. 20
  • Marilena Pasquali, "Dai merli rifiorenti". Vicende e protagonisti dell'arte, riviste e libri nella Bologna di Giosue Carducci e di Alfonso Rubbiani, 1880-1907, in Editoria e cultura in Emilia e Romagna dal 1900 al 1945, a cura di Gianfranco Tortorelli, Bologna, Compositori, 2007, p. 190
  • Giuseppe Pittano, Carla Xella, I giorni di Bologna e dell'Emilia-Romagna, Bologna, Cappelli, 1978, p. 103
  • Giancarlo Roversi, La tromba della fama. Storia della pubblicità a Bologna, Casalecchio di Reno (BO), Grafis – Bologna, Banca Popolare di Bologna e Ferrara, 1987, p. 203
  • Alfredo Testoni, Bologna che scompare, ristampa della 2. ed., Bologna, Cappelli, 1972, p. 207
  • Athos Vianelli, Bologna tradizionale, Bologna, Guidicini e Rosa, 1978, p. 98