Dimissioni del sindaco Zangheri

24 aprile 1983, 12:00

Il 24 aprile Renato Zangheri (1925-2015) rassegna le sue dimissioni da sindaco di Bologna. Verrà in seguito eletto deputato e sarà capogruppo del Partito Comunista alla Camera.

Durante il suo mandato di primo cittadino ha inteso porre l'uomo al centro della costruzione sociale, attraverso la partecipazione nei Quartieri, organi di gestione decentrata.

La casa, la salute, la mobilità, l'ambiente sono stati i temi principali dell'azione politica. I servizi creati sono stati concepiti come salario indiretto a difesa dei redditi. Una delle parole d’ordine era: "il salario si conquista in fabbrica e si difende sul territorio".

Tra il 1970 e il 1983 sono stati creati 9 centri civici, 18 poliambulatori di quartiere, 15 consultori, 21 centri anziani, 6 nuove biblioteche di quartiere, più di 40 asili nido, oltre 60 ambulatori scolastici. Sono inoltre notevolmente aumentati le case popolari, i posti letto negli ospedali, il verde pubblico.

Zangheri ha governato la città “realizzando l’edilizia scolastica di avanguardia progettata in precedenza, sostenendo il tempo pieno, la qualità delle scuole d’infanzia, la mensa scolastica, i nidi, i campi solari e forme alternative alle colonie”. (D’Ascenzo)

Molti di questi risultati sono stati possibili attraverso l'uso mirato del debito pubblico, dello spareggio di bilancio: "Abbiamo speso il denaro per fornire alla città impianti e servizi".

L'azione amministrativa ha cercato di creare un'alternativa al vigente modello di sviluppo basato essenzialmente sui consumi privati. 

Approfondimenti
  • A misura d'uomo. Nella Bologna di Renato Zangheri (1970-1983), a cura di Mauro Roda, Walter Tega, Bologna, Pendragon, 2026