Il Granduca di Toscana concede la strada ferrata dell'Appennino

4 aprile 1845, 12:21

Il Granduca di Toscana concede ai fratelli Bartolomeo, Tommaso e Pietro Cini di fare “occorrenti studi” per una strada ferrata, detta dell'Appennino, tra Pistoia e il confine della provincia di Bologna attraverso la Valle dell'Ombrone e la Valle del Reno.

E’ previsto che il progetto particolareggiato sia sottoposto al sovrano entro il 1845.  Allo scopo i fratelli Cini formano la Società anonima "Della strada ferrata dell'Appennino". Sarà Tommaso ad approntare il disegno e il progetto originario della Pistoia-Bologna, la futura Ferrovia Transappenninica (o Porrettana).

Nel 1846, scrivendo su una rivista francese, Camillo Benso conte di Cavour (1810-1861) affermerà che fra le possibili linee ferroviarie "il on est une surtout que n'hesitons pas à signaler comme ayant une importance commerciale et politique du premier ordre, c'est le chemin de fer de Florence à Bologne".

La costruzione sarà ostacolata dalle riserve del Pontefice e a causa dei moti del 1848. Nel febbraio 1852 sarà presentato il progetto definitivo - con il valico dell’Appennino fissato nei pressi di Pracchia - e i lavori inizieranno l'anno seguente, ma andranno comunque a rilento per la debolezza finanziaria della società concessionaria.

La famiglia Cini di San Marcello Pistoiese è proprietaria dall‘inizio dell‘800 di piccoli opifici sul torrente Limentra per la fabbricazione della carta a mano e dal 1822 della cartiera della Lima, la prima cartiera meccanica impiantata in Italia e l’industria più importante della montagna pistoiese.

I tre fratelli sono stati di recente promotori di una società per la fabbricazione di carta "senza fine o continua" e di una società di panni feltrati. Viaggiando in Inghilterra hanno compreso l‘importanza, per le loro imprese, del trasporto ferroviario.

Approfondimenti
  • Paolo Bellucci, I Lorena in Toscana. Gli uomini e le opere, Firenze, Medicea, 1984, p. 183, 390
  • Campo Tizzoro. Antologia dei cento anni, a cura di Roberto Prioreschi, Ponte Stella, Serravalle Pistoiese, Agricom, 2012-2014, 4 voll.
  • Alfredo Comandini, L'Italia nei cento anni del secolo XIX, 1801-1900, giorno per giorno illustrata, continuata da Antonio Monti, Milano, Vallardi, 1900-1942, vol. 2: 1826-1849, p. 1156
  • Andrea Giuntini, I giganti della montagna. Storia della ferrovia direttissima Bologna-Firenze (1845-1934), Firenze, L. S. Olschki, 1984, p. 25
  • Rachele Lenzi, Campo Tizzoro e la Società metallurgica italiana. L'utopia di un paese fabbrica (1910-1945), Pistoia, ISRPt, 2019, pp. 41-43
  • Carlo Ilarione Petitti, Delle strade ferrate italiane e del migliore ordinamento di esse, cinque discorsi, Capolago, Tipografia e libreria Elvetica, 1845, p. 222