Clemente Bonvicini e la decanapulatrice

12 giugno 2005, 12:00

Il Comune di Granarolo intitola un parco pubblico nella frazione di Viadagola a Clemente Bonvicini (1837-1913), proprietario nell’800 di una azienda di macchine agricole - per trebbiare grano e granturco, per fare i “ballini”, per svuotare i maceri - che venivano vendute o affittate nel periodo dei lavori campestri.

La ditta Clemente Bonvicini & Figli realizzò e brevettò tra l’altro la decanapulatrice, una speciale macchina per la lavorazione della canapa, che risparmiava il pesante lavoro di rottura degli steli e maciullazione dei canapuli e rendeva più veloce la produzione.

Era costituita dall'insieme di una scavezzatrice e di una grammolatrice. La scavezzatrice operava una prima rottura dello stelo di canapa, mentre la grammolatrice puliva completamente il tiglio.

Due innesti consentivano il funzionamento simultaneo delle due macchine, racchiuse in una intelaiatura di legno e montate su ruote.

Questa ingegnoso dispositivo poteva essere alimentato anche con gli scarti della lavorazione. Era inoltre sicuro per il personale. L’imprenditore vantava “oltre 500 macchine vendute senza notare infortuni”.

Il 29 marzo 2013, nel centenario della morte di Bonvicini, nel cimitero di Granarolo verrà collocata una scultura rappresentante una spiga, a lui dedicata. 

Approfondimenti
  • Edgardo Baldi, Aldo Cerchiari, Enciclopedia moderna italiana, Milano, Sonzogno, vol. 1: A-Fiesso, 1939, p. 579
  • Anna Maria Galliani, Storia della canapa e di un’economia verde, in: "Nelle valli bolognesi", 51 (2021), pp. 44-45