Chiusura e manutenzione dei vicoli medievali
"Fuori di quel centro erano strade tortuose e oscure: per la maggior parte stretti vicoli vi formavano una specie di labirinto. Non meno di 150 di questi vicoli di cui si è potuto aver nota sono oggi scomparsi o trovansi chiusi ed uniti a private proprietà". (Comelli)
Nella seduta del 21 marzo del consiglio comunale l'assessore Isolani presenta una proposta, approvata all'unanimità dal consiglio, per la gestione e la manutenzione dei vicoli chiusi. Venendo, infatti, spesso lasciati aperti, causano problemi di sicurezza pubblica e diventano "ripostigli di scoviglie e d'altre brutture".
Il desiderio della Giunta è che i portoni o i cancelli che si trovano alle estremità dei vicoli chiusi al pubblico "non debbono né di giorno, né di notte rimanere aperti oltre il tempo strettamente necessario al bisogno degli aventi interesse in tali vicoli, che saranno mantenuti costantemente puliti e sgombri da immondizie, rottami, ceneracci, ecc."
La rete dei vicoli e dei collegamenti stradali medievali è stata "pesantemente riveduta e ridotta" già dal Rinascimento. Molti vicoli sono stati inglobati nelle case adiacenti o nelle ampie ristrutturazioni urbane avvenute all'epoca della Controriforma.
Erano passaggi bui e stretti. Le parti aggettanti delle case, chiamate sporti, "s'accostavano diffattamente, che lo spazio intermedio era meschinissimo e che in qualche luogo la gronda d'una casa faceva cappello all'altra che le stava contro" (Gozzadini).
In capo a molti vicoli vennero nel tempo collocati solidi portoni di legno "che sancivano la privatizzazione dell'uso del suolo pubblico".
Accanto ad alcuni di essi rimane un piccolo stemma di Bologna, che “continua ancora a ricordare la proprietà pubblica dello spazio intercluso" (Bergonzoni) e sono a volte presenti - anche dopo la riforma della toponomastica del 1874-77 - le lapidette ivi collocate nel periodo napoleonico.
- Atti del consiglio comunale di Bologna dal 7 marzo al 31 ottobre 1889, Bologna, Regia Tipografia, 1899, p. 18
- Franco Bergonzoni, Venti secoli di città. Note di storia urbanistica bolognese, Bologna, Cappelli, 1980, p. 70
- Bologna ornata. Le trasformazioni urbane della città tra il Cinquecento e l'Ottocento in un regesto di Filippo Alfonso Fontana, a cura di Carlo De Angelis e Giancarlo Roversi, Bologna, Istituto per la storia di Bologna, 1994, p. 44 sgg., 143
- G. B. Comelli, Piante e vedute della città di Bologna, Bologna, Stab. tipogr. U. Berti e C., 1914, p. 20
- Mario Fanti, Le vie di Bologna. Saggio di toponomastica storica e di storia della toponomastica urbana, Bologna, Istituto per la storia di Bologna, 2000, vol. 1., p. 21
- G. Gozzadini, Note per studi sull'architettura civile in Bologna dal secolo XIII al XVI, in: “Atti e memorie delle R.R. Deputazioni di Storia patria per le provincie dell'Emilia”, nuova serie, 1 (1877), p. 16
- nel centro storico di Bologna (BO)
- nel centro medievale di Bologna - Vicolo Broglio (BO)