Bologna invia i suoi prodotti all'Esposizione Mondiale di Parigi

15 maggio 1855, 00:06

Si inaugura a maggio a Parigi l'Esposizione universale dei prodotti dell'agricoltura, dell'industria e delle belle arti, analoga a quella del 1851 a Londra.

Carlo Pepoli (1796-1881), esule a Londra, sollecita lo scultore Cincinnato Baruzzi (1796-1878) a presentarsi come commissario e coordinatore dell’imprenditoria bolognese e a raccogliere un campionario di oggetti di fonderia per i quali la città emiliana è già celebre nel mondo (candelieri, arredi stradali, maniglie e battacchi).

Diverse industrie inviano propri prodotti. La Società Agraria presenta una collezione di legni indigeni, una cassetta con spighe di riso naturale e una di riso brillato.

Il prof. Bianconi manda bottiglie di aceto balsamico di Modena, Giuseppe Oppi campioni di seta, il signor Trouvé invia gargioli e stoppe lavorate nel bolognese.

Anche la canapa è rappresentata attraverso “mazzi di fusti” tagliati per la macerazione e attraverso canape lavorate. Il medico Giovannini, infine, invia alcuni strumenti chirurgici.

Approfondimenti
  • Enrico Bottrigari, Cronaca di Bologna, a cura di Aldo Berselli, Bologna, Zanichelli, 1960-1962, vol. 2., p. 326
  • Giuliano Gresleri, Una prospettiva europea, in: M. Beatrice Bettazzi, Paolo Lipparini, Attilio Muggia. Una storia per gli ingegneri, Bologna, Compositori, 2010, pp. 21-40
  • Produits des Etats pontificaux a l'Esposition universelle beaux-arts et industrie, catalogue avec une introductin et des notes explicatives par C.-M. Le Guillou, Paris, Librairie d'Adrien le Clere et Cie, 1855