Arpinati contestato all'assemblea del Fascio

30 maggio 1921, 00:00

In sede di analisi delle elezioni politiche, nelle quali i socialisti hanno di fatto tenuto, nell'assemblea del Fascio bolognese che si tiene al teatro Contavalli c’è aria di resa dei conti.

La gestione di Leandro Arpinati è messa sotto accusa. E’ criticata la violenza rivoluzionaria ad ogni costo, che Gino Baroncini giustifica solo come difesa degli interessi degli agrari.

Dino Grandi invece vuole trasformare il fascismo agrario in un vero e proprio partito ed è favorevole alla creazione di sindacati fascisti.

Il Fascio bolognese viene di fatto commissariato dall’ala sindacalista e intransigente di Baroncini e Grandi. Arpinati rimane segretario cittadino, ma gli viene affiancato Umberto Baccolini, fedelissimo di Baroncini.

Approfondimenti
  • Gabriele Bonazzi, Bologna nella storia, Bologna, Pendragon, 2011, vol. II, Dall'Unità d'Italia agli anni Duemila, p. 116
  • Nazario Sauro Onofri, I giornali bolognesi nel ventennio fascista, Bologna, Moderna, stampa 1972, p. 147 sgg.
  • Le origini del fascismo in Emilia-Romagna. 1919-1922, a cura di Andrea Baravelli, Bologna, Pendragon, 2022, p. 185