Apollinaire: un "pauroso" ricordo di Bologna
“Les paillasses m’avaient fait peur. Ils sont restés pour moi quelque chose de mystérieux et ce sentiment je l’ai semé dans l’âme de Picasso où il a germé en oeuvres merveilleuses”. (G. Apollinaire)
In una lettera datata 2 maggio 1918 il poeta e drammaturgo francese Guillaume Apollinaire (1880-1918) consegna al giovane letterato bolognese Giuseppe Raimondi (1898-1985), suo corrispondente e collaboratore, il ricordo del “primo, più grande e vero spavento della sua vita”.
Lo provò proprio durante un breve soggiorno a Bologna, nel corso del viaggio di trasferimento con la famiglia da Roma, sua città natale, a Torino e alla Francia. Aveva tre o quattro anni.
Un giorno, per farli divertire, la madre accompagnò lui e il suo fratellino a una sorta di fiera in cui si esibivano compagnie di saltimbanchi.
Assistendo alla parata iniziale, Guillaume si emozionò alla vista dei pagliacci e non ci fu verso di farlo entrare nel baraccone dove si svolgeva lo spettacolo.
I pagliacci rimarranno per lui qualcosa di misterioso e inquietante e questo sentimento verrà ”seminato nell’anima di Picasso, dove germinerà opere meravigliose”.
Soprattutto nell’attività pittorica del cosiddetto “periodo rosa”, il grande pittore spagnolo (1881-1973) ritrarrà più volte pagliacci, arlecchini, artisti di strada con tonalità chiare, vivaci, superando il precedente “periodo blu”, contrassegnato da soggetti e temi più dolorosi e angoscianti.
Apollinaire dedicherà ai saltimbanchi una delle sue composizioni più belle:
Nella pianura i saltimbanchi
S'allontanano lungo i giardini
Davanti agli usci di grigie locande
Per i villaggi senza campaniliE i ragazzi camminano davanti
Gli altri seguono sognando
Ogni albero da frutta si rassegna
Quando a distanza gli fanno segnoHanno pesi rotondi o quadrati
E tamburi e cerchi dorati
L'orso e la scimmia animali saggi
Fanno la questua al loro passaggio(Alcools, 1913)
- Guillaume Apollinaire, Teatro, edizione italiana a cura di Franca Bruera, Roma, Carocci, 2019, pp. 11-12
- Franca Bruera, Raimondi, Apollinaire, Cendrars e "quei fascicoli color cioccolato", in: Giuseppe Raimondi. La centralità di un outsider bolognese, a cura di Filippo Milani, Milano, Ledizioni, 2024, pp. 73-81
- Giuseppe Raimondi fra poeti e pittori, mostra di carteggi, Bologna, Museo civico 28 maggio-30 giugno 1977, Bologna, Alfa, 1977, pp. 14-15, 17-24