Agitazioni a Bologna e nella provincia
dal 1 al 29 febbraio 1868
In febbraio i contadini di vari comuni della provincia di Bologna si rifiutano di pagare il dazio sui maiali, ritenuto troppo elevato.
In aprile scioperano i fiaccherai e i proprietari di carrozze pubbliche: la tassa comunale di 60 lire l’anno per ogni carrozza con cavallo appare gravosa.
Il 14 aprile inizia in città l’agitazione dei bottegai contro l’imposta di ricchezza mobile approvata dal governo il 5 aprile. I negozi di generi alimentari rimangono chiusi e il popolo si riversa nelle piazze.
In agosto si riuniscono a Bologna 150 operai sarti e fondano una cassa di resistenza in vista della proclamazione di uno sciopero per l’aumento dei salari.
Approfondimenti
- Le campagne emiliane nell'epoca moderna, saggi e testimonianze a cura di Renato Zangheri, Milano, Feltrinelli, 1957, p. 109
- Mario Maragi, Storia della Società operaia di Bologna, Imola, Cooperativa P. Galeati, 1970, p. 125
- Nello Rosselli, Mazzini e Bakounine. 12 anni di movimento operaio in Italia, 1860-1872, Torino, Bocca, 1927, pp. 218-219