Agguato ai fascisti a Pian di Macina

17 aprile 1921, 00:00

“In seguito ad incidenti avvenuti tra socialisti e fascisti, questi ultimi si recano da Bologna a Pianoro dove entrano nella Camera del Lavoro e nella Cooperativa. Dalla Camera del Lavoro asportano mobili e imposte che incendiano poi in piazza. Nella Cooperativa devastano completamente il magazzeno rompendo bottiglie, damigiane e quanto altro capitava loro sotto mano. Eguale sorte tocca alla succursale di Piano di Macina. Nessun arresto viene operato, benché i carabinieri giunti da Bologna abbiano assistito a tutta l'opera distruttrice”.

Un gruppo di militanti socialisti e comunisti di Pianoro tendono un agguato a una squadra di fascisti armati, comandata dall'ex combattente Angelo Manaresi, di ritorno da una manifestazione a Loiano.

Si appostano in località Musiano di Pian di Macina su un ponte della Direttissima in costruzione e al passaggio dei camion dei fascisti lanciano alcune bombe a mano. Tre degli occupanti rimangono leggermente feriti.

Il giorno dopo 150 camicie nere - la maggior parte giovani e giovanissimi - guidate da Arpinati, compiono una spedizione punitiva a Pianoro e a Pian di Macina. Sono distrutti il municipio, la camera del lavoro, la sede della Lega. Numerosi antifascisti del luogo vengono bastonati.

I carabinieri arrestano alcune decine di antifascisti a Pianoro e a Pian di Macina, la maggior parte dei quali saranno prosciolti dopo aver subito parecchi mesi di carcere preventivo.

L'operaio comunista Ernesto Gregori è l'unico a sottrarsi all'arresto e il tribunale avrà con lui una mano particolarmente pesante: verrà condannato in contumacia a 17 anni e tre mesi.

Emigrato all'estero, sarà segnalato dalla polizia belga come “attivo propagandista anarchico” e quindi individuo pericoloso e indesiderabile.

Rientrerà in Italia nel 1941 - dopo un periodo di detenzione in Francia nel campo di Vernet d'Ariège - e sarà subito  inviato al confino a Ventotene.

Approfondimenti
  • Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel Bolognese, 1919-1945, vol. 1., Nazario Sauro Onofri, Bologna dall'antifascismo alla Resistenza, Bologna, Comune-ISREBO, 2005, pp. 215-216, 353
  • Mimmo Franzinelli, Squadristi. Protagonisti e tecniche della violenza fascista. 1919-1922, Milano, Mondadori, 2003, p. 319
  • Antonio Senta, Rodolfo Vittori, Guerra civile. Bologna dal primo dopoguerra alla marcia su Roma (1919-1922), Milano, Zero in condotta, 2024, pp. 178-179