A Sant'Agata Bolognese le Brigate Nere fucilano tre partigiani

26 agosto 1944, 12:00

"Mentre ritornavamo alle nostre campagne per metterci in comunicazione con i partigiani di Persiceto, udimmo gli spari, e fu tutto un urlo della popolazione scappata dal paese. I negozi rimasero chiusi per tutta la giornata, le finestre e le porte sprangate, ovunque era spavento e strazio". (G. Pizzi)

Nella notte del 21 agosto a Sant’Agata Bolognese, dopo che nella zona era avvenuto un attacco contro militari tedeschi, vengono arrestati tre uomini, a seguito di una spiata. 

Oltre a Quinto Pietrobuoni (1899-1944), comunista, già volontario in Spagna, ricercato come partigiano, le Brigate Nere trascinano via Medardo Bettini e il suocero Giovanni Barbieri, accusati di averlo ospitato nella loro casa.

Dopo essere stati interrogati e torturati dai Tedeschi, i tre vengono fucilati la mattina del 26 agosto sulla pubblica piazza, davanti agli abitanti costretti ad assistere all'esecuzione.

Il fratello di Quinto Pietrobuoni, Agostino (1894-1944), anch’egli antifascista e animatore della Resistenza, verrà catturato a San Giovanni in Persiceto il 27 agosto sempre a causa di una delazione. Trasferito a Bologna, sarà fucilato il 30 agosto al poligono di tiro assieme ad altri 11 partigiani. 

Nelle campagne di Sant’Agata Bolognese l'attività dei “ribelli” è da tempo intensa, soprattutto con azioni di sabotaggio contro le linee telefoniche e telegrafiche. Le basi della Resistenza sono in alcune case contadine, ma anche in mezzo ai campi di canapa e in buche sotto terra.

Approfondimenti
  • La Resistenza a Bologna. Testimonianze e documenti, a cura di Luciano Bergonzini, Bologna, Istituto per la storia di Bologna, vol. 5., 1980, pp. 780-781