Villa Benni
Fuori Porta Saragozza, di fronte all'arco della "Madonna Grassa", è inaugurata la villa di Alfredo Benni, professionista e imprenditore di successo, proprietario di una vasta tenuta a Mezzolara di Budrio.
Il grande edificio in stile eclettico, in bella posizione ai piedi della collina e circondato da un parco di oltre due ettari, è stato costruito in pochi anni su progetto di Silvano Gordini di Russi, amico del proprietario, e con l'aiuto di decine di operai e artigiani.
A particolari decorativi classicheggianti o liberty si accompagnano soluzioni abitative funzionali, più consone, forse, all'indole pragmatica dell'agronomo Benni.
Una grande vasca con pesci e ninfee è abbellita da una esedra con balaustra in stile barocco.
Durante la seconda guerra mondiale la villa sarà requisita dall'esercito tedesco, che vi insedierà un alto comando, facendo costruire anche un solido rifugio antiaereo. Al termine del conflitto sarà utilizzata, fino agli anni Cinquanta, dall'Aeronautica.

- Via Saragozza (BO)

- La facciata - via Saragozza (BO)

- La fontana nel parco - via Saragozza (BO)

- Ingresso del rifugio antiaereo

- Rifugio antiaereo - interno

- Presa d’aria del rifugio antiaereo

- Resti di rifugio antiatomico in costruzione nel parco - via Saragozza (BO)

- Garitta del comando militare
- Barbara Baraldi, 1001 cose da vedere a Bologna almeno una volta nella vita, Roma, Newton Compton, 2017, scheda n. 476
- Riccardo Battiferro Bertocchi, Villa Benni. Una gemma architettonica degli anni '20 del Novecento, via Saragozza 210, Bologna, s.l., s.e., 2021
- G. Bernabei, G. Gresleri, S. Zagnoni, Bologna moderna, 1860-1980, Bologna, Patron, 1984, p. 285
- Luigi Bortolotti, Il suburbio di Bologna. Il comune di Bologna fuori le mura nella storia e nell'arte, Bologna, La grafica emiliana, 1972, p. 10
- Touring Club Italiano, Emilia Romagna, 6. ed., Milano, TCI, 1991, pp. 219-220
- Verde Bologna. Parchi, ville, giardini, fotografie di Attilio Gigli, Stefano Monetti, testi di Paola Emilia Rubbi, Oriano Tassinari Clò, Bologna, L'inchiostroblu, 1988, pp. 170-172