I fascisti assaltano l'osteria Trentini a Funo di Argelato
Presso l'osteria Trentini di Funo di Argelato è attivo un circolo socialista. Nei pomeriggi di festa si discute di politica - alcuni avventori più accesi vorrebbero "fare come in Russia" - oppure si gioca a carte e si beve qualche bicchiere di vino.
In una sala attigua, si svolgono feste danzanti alle quali partecipano centinaia di persone. In questa che viene chiamata "la loza Trentini" (la loggia Trentini) "in un tiepido pomeriggio" di ottobre irrompe una squadra armata di tutto punto guidata dal fascista Zoni di Bentivoglio.
Con le pistole in pugno i fascisti ordinano ai presenti di lasciare il locale e di tornare subito a casa. Di fronte al loro rifiuto aprono il fuoco, ferendo il sarto Gaetano Orsi.
Segue un furioso parapiglia, in cui volano sedie, bottiglie e bicchieri. I fascisti sono costretti alla ritirata. Il bilancio è di parecchi feriti, alcuni dei quali colpiti da pallottole vaganti.
Alla sera giungono in paese squadre da ogni dove. Spari e bastonature mirano a terrorizzare gli abitanti. Il giorno dopo verranno arrestati soprattutto i frequentatori del circolo - tra essi Luigi Tolomelli (Gigiàt) - mentre al processo che seguirà i fascisti figureranno come vittime di aggressione.
- Pietroburgo nella pianura bolognese. Documenti, testimonianze e immagini su Argelato, Funo e dintorni, dal 1859 in poi, a cura di Luigi Arbizzani, Argelato, Comune di Argelato, Assessorato alla cultura, 1989, pp. 59-60
- Ludovico Testa, La vita è lotta. Storia di un comunista emiliano, Reggio Emilia, Diabasis, 2007, p. 21, 27