Resa dei conti all' Assemblea del Fascio
All’assemblea del Fascio, che si tiene il 21 ottobre al Teatro Rappini, Leandro Arpinati (1892-1945) difende la natura squadrista e movimentista del fascismo e si pronuncia contro la sua trasformazione in partito.
E’ una posizione nettamente contraria a quella dei ras emergenti Gino Baroncini (1893-1970) e Dino Grandi (1895-1988), che sostengono anche lo sviluppo dei sindacati nazionali, osteggiati, invece, da Arpinati.
Aldo Oviglio (1873-1942) tenta di mediare tra le due fazioni, sostenendo la linea sindacalista e la trasformazione in futuro del Fascio in una milizia a difesa della Nazione. La proposta viene approvata dall’assemblea.
Al congresso nazionale, convocato a Roma il 7 novembre, vengono inviati Grandi, Baroncini, Oviglio, Bonacorsi e Pini, ma non Arpinati. Grandi Sarà nominato nella commissione esecutiva, Baroncini nel comitato centrale.
Il congresso deciderà la trasformazione del movimento in partito e l’annullamento del patto di pacificazione con i socialisti.
- Ivan Spada, Il fascismo a Bologna. Storia delle camicie nere all'ombra delle due torri (1919-1945), Roma, Red Star Press, 2021, pp. 66-67